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Storia della Danza Contemporanea

La danza contemporanea nasce in Europa e negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Prosegue la rivoluzione attuata dalla danza moderna a favore di nuove espressioni corporee, che talvolta comprendono anche la recitazione. La danza contemporanea sperimenta e va alla ricerca sempre di un corpo "altro" dal quotidiano, "altro" dall'idealizzazione del corpo realizzata dalla tradizione del balletto classico accademico. Il corpo del danzatore contemporaneo è un ipercorpo, come un ipertesto nell'informatica, una pagina web, con molti input espressivi ed emozionali per chi danza e chi guarda tra il pubblico. È un corpo dove si inscrive la realtà contemporanea dell'uomo moderno del nuovo millennio. Nei suoi gesti, nei suoi movimenti, nelle linee del corpo, delle braccia, delle mani, delle gambe che disegnano spazi corporei e geometrie nell'aria e a terra, c'è tutto l'uomo, le sue emozioni umane, la ricerca costante dell'amore, la gioia della vita, l'eros nel desiderio dei corpi che si intrecciano, ma c'è anche la paura, l'incertezza del nostro vivere quotidiano. Con il termine danza moderna si definiscono generalmente gli sviluppi della danza che, a partire dalla fine del XIX secolo, portarono ad un nuovo modo di concepire la danza di scena, in contrapposizione al balletto classico-accademico. In alcuni casi, adottando una terminologia tipica del mondo anglosassone, il termine indica anche alcune forme di ballo da sala evolutesi nel Novecento.
Nata come ribellione nei confronti della danza accademica, ritenuta troppo rigida e schematica, la danza moderna intendeva procedere alla ricerca di una danza libera, che inizialmente veniva spesso praticata attraverso la provocante forma dell'assolo (oggi detto anche solo), eseguito spesso in spazi non teatrali, per marcare un forte contrasto con lo sfarzo dei grandi balletti.
Non si trattava inizialmente di una rivolta volutamente contro, ma del risultato di una serie di cambiamenti del pensiero[1] che trovarono una base feconda in particolare nelle teorie del francese François Delsarte, diffuse in America fra il 1830 e il 1870 tramite alcuni suoi allievi e discepoli.
Loïe Fuller, Isadora Duncan e Ruth St. Denis, poi seguite da Martha Graham e Doris Humphrey, si imposero sulla scena mondiale sviluppando particolari stili di danza libera che poi diedero origine ad una modern dance caratterizzata da una propria estetica e da propri schemi espressivi ed educativi.
In Europa queste tendenze, reimportate e rielaborate da Émile Jaques-Dalcroze e Rudolf von Laban, segnarono la strada del cambiamento, corredate da metodi di insegnamento che gradualmente portarono all'affermazione della danza moderna e in particolare della danza espressionista (Ausdruckstanz).

Tra i più significativi precorritori della "danza moderna" ricordiamo:

Isadora Duncan, pseudonimo di Dora Angela Duncan (San Francisco, 28 maggio 1878 - Nizza, 14 settembre 1927), è stata una danzatrice statunitense.
Nacque in California da madre irlandese e padre scozzese. Trascorse gli anni dell'infanzia tra le note dei brani di musica classica suonati dalla madre, insegnante di pianoforte. Fu educata allo spirito di libertà e indipendenza. Durante la sua esistenza assai movimentata, trascorsa in gran parte sul suolo europeo, i successi artistici si alternarono a delusioni personali ed episodi luttuosi, tra cui la morte prematura dei due figli, ancora bambini. Fu una donna emancipata ed ebbe intense relazioni affettive, tra cui quella con il poeta Sergej Esenin, conosciuto durante la permanenza in Russia. Egli morì suicida tre anni dopo il loro matrimonio. La Duncan morì tragicamente, strangolata dalla sua stessa sciarpa, le cui frange si erano impigliata nelle ruote della Bugatti sulla quale era appena salita, salutando gli amici con una frase che rimarrà famosa: "Addio amici, vado verso la gloria!".
Le sue prime esibizioni si svolsero negli Stati Uniti alla fine del 1800, ma non furono molto apprezzate. Nel 1900 danzò a Londra. Fu la prima di una lunga serie di esibizioni nel continente europeo, dove ottenne l'ammirazione di molti artisti ed intellettuali dell'epoca. Ella fu artefice di una radicale rottura nei confronti della danza accademica: abolì nei propri spettacoli la scarpette a punta, che considerava innaturali, e gli artificiosi costumi indossati dalle ballerine dell'XIX secolo, preferendo indossare abiti semplici e leggeri, che ricordavano il peplo dell'antica Grecia, e danzando a piedi nudi. Tali scelte si coniugavano con l'esigenza di favorire la libertà e l'espressività dei movimenti. Le sue danze libere furono interpretazioni emotive, impressionistiche, di composizioni di celebri musicisti come Chopin, Beethoven, Gluck, nelle quali il suo corpo dolce ed espressivo suppliva alla povertà di mezzi tecnici. La Duncan desiderava fortemente creare la danza del futuro ispirandosi alla plasticità dell'arte greca, basandosi sul sentimento e sulla passione dettati dalla natura e dalla forza della musica. La sua importanza nella storia della danza è grande, sia per l'interesse che seppe suscitare nelle platee di tutto il mondo, sia perché le sue idee furono rivoluzionarie per la sua epoca e costituirono per i suoi successori l'impulso per la creazione di nuove tecniche diverse da quella accademica e per una nuova concezione della danza teatrale. Anche la compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev ne fu influenzata notevolmente. Sergej Djagilev e Mikhail Fokin infatti la videro ballare per la prima volta a Pietroburgo nel 1905 e ne rimasero molto colpiti. Per la Duncan quello era un periodo di grandi successi internazionali. In seguito tornò in Russia per aprire una scuola di danza a Mosca su invito di Lenin.

Philippine Bausch detta Pina (Solingen, 27 luglio 1940) è una coreografa tedesca. Tra le più influenti ed importanti coreografe mondiali, la Bausch è direttrice artistica, dal 1973, del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch con sede a Wuppertal, in Germania, considerato il più importante gruppo del tanztheater. Iniziò la sua carriera adolescente, esibendosi in piccoli ruoli di attrice nel teatro di Solingen. La sua formazione artistica avvenne nella Folkwang Hochschule di Essen, diretta da Kurt Jooss, dove nel 1955 la Bausch si iscrisse, iniziando ad apprendere i rudimenti dell'arte della danza in direzione espressionista. In seguito si trasferì, grazie ad una borsa di studio, a New York, dove si iscrisse alla Juillard School of Music, perfezionandosi e lavorando successivamente, in veste di ballerina, sia con il New American Ballet che con il Metropolitan Opera. Dopo il rientro in Germania nel 1962, che la vide impegnata ancora come danzatrice, la Bausch iniziò, dal 1968, a comporre le prime coreografie per il corpo di ballo della sua prima scuola, la Folkwang Hochschule, del quale l'anno successivo divenne la direttrice. Nel 1973 fonda il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, cambiando nome al già esistente corpo di ballo di Wuppertal. Le composizioni della Bausch iniziano a riscuotere un indiscusso successo, girando in tournée mondiali ed accumulando riconoscimenti. Inizialmente ispirate ad alcuni capolavori artistici, letterari e teatrali, le coreografie della Bausch subirono una svolta decisiva dopo la realizzazione del suo spettacolo più celebre, Café Müller (1978), composto sulle musiche di Henry Purcell. Già tendenzialmente spinte verso una critica della società consumistica e dei suoi valori, le opere approfondirono sia il contrasto uomo-società, sia la visione intima della coreografa e dei suoi danzatori, spingendoli ad una espressività diretta e connessa alle proprie personali interpretazioni dei sentimenti. Le novità del suo lavoro non consistono tanto nell'invenzione di gesti, quanto nel loro utilizzo connesso ad una molteplicità di materiali scenici di derivazione strettamente teatrale, come le sedie del Café Müller o altre suppellettili che la Bausch inserirà nelle sue composizioni. Tra i numerosi premi vinti dalla Bausch unitamente alla sua attività con il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch sono da ricordare: il Premio Ubu, nel 1983, per il miglior spettacolo straniero; un secondo Premio Ubu le è stato assegnato nel 1990 ed un terzo nel 1997. Nel 1999 le viene assegnato il Premio Europa per il Teatro e la laurea honoris causa in arti performative dall'Università di Bologna. Nel 2003, a Parigi, viene nominata Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'onore, mentre nel 2006, a Londra, le viene conferito il Laurence Olivier Award e viene nominata direttrice onoraria dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma.

Carolyn Carlson (Oakland, 7 marzo 1943) è una danzatrice e coreografa statunitense. Nata in California da genitori finlandesi, studia danza alla San Francisco School of Ballet. Nel 1965, mentre frequenta l'Università dell'Utah incontra Alwin Nikolais che sarà il suo maestro e di cui elaborerà l'insegnamento. 'Nik' la inserisce nella sua compagnia a New York, di cui Carolyn diventa presto la figura emblematica e dove rimarrà per sette anni. Nel 1968 riceve il Premio come migliore danzatrice del Festival Internazionale di Danza di Parigi. Nel 1971 lascia la compagnia di Nikolais ed entra come solista e coreografa nella compagnia di Anne Béranger, rivelandosi l'anno successivo al Festival di Avignone con Rituel pour un rêve mort che le varrà l'invito della London School of Contemporary Dance come docente, interprete e autrice. Viene altresì invitata da Maurice Béjart a lavorare per il suo Ballet du XXéme siécle come danzatrice e coreografa. Nel 1974 Rolf Liebermann la invita all'Opéra di Parigi a colaborare ai programmi coreografici. Qui si esibisce, lo stesso anno, con Rudolf Nureyev in Tristan et Yseult, coreografia di Glen Tetley e musica di Hans Werner Henze. L'anno seguente, Liebermann le affida la direzione del Gruppo delle Ricerche Teatrali (GRTOP), direzione che manterrà per sei anni. Dal 1974 al 1980 porta sulla scena più di 25 coreografie, tra le quali: Density 21,5; The architets; This, that and the other; Slow, havy and blue. In questi anni elabora il suo metodo di insegnamento, basato su tecniche d'improvvisazione e di composizione coreografica. I suoi corsi all'Opéra sono frequentati da Larrio Ekson, Caroline Marcadé, Dominique Mercy, Dominique Petit, Quentin Rouillier, Anne-Marie Reynaud. Nel 1979 è invitata dal Teatro alla Scala di Milano e presenta Trio con Larrio Ekson e Jorma Uotinen. Dal 1980 al 1984 è invitata dall'allora direttore del Teatro La Fenice di Venezia Italo Gomez a creare e guidare, sul modello del GRTOP parigino, un gruppo di giovani danzatori, parte dei quali in seguito si costituiranno in una compagnia autonoma (compagnia Sosta Palmizi) e offriranno il primo esempio di Teatrodanza italiano con lo spettacolo Il Cortile (1985). Durante questi anni in collaborazione con il teatro veneziano e con il gruppo di danzatori da lei cresciuto mette in secena Undici Onde (1981), Underwood (1982), Chalk Work (1983) poi rinominato L'orso e la luna, e l'assolo creato per se stessa Blue Lady (1984), poi presentato in 40 paesi. Tornata a Parigi nel 1985, crea per il Théâtre de la Ville Dark e Still Waters. Nel 1990 crea Steppe, spettacolo che indica un ritorno alla natura ed è intriso delle suggestioni del filosofo e letterato francese Gaston Bachelard e degli studi sul mito dell'americano Joseph Campbell. Il fondale scenico è occupato da un proiezione a mega schermo del cortometraggio della regista francese Marlène Ionesco, girato nella foresta di Fontainebleau. Tra il 1991 e il 1992 Carolyn si stabilisce in Finlandia, dove prosegue la sua attività di solista con Elokuu; Syskuu; Maa. Nel 1993 crea Commedia, spettacolo ispirato al capolavoro di Dante Alighieri, che debutta al Deutsche Schauspielhaus di Amburgo. Nel 1994-1995 dirige il Ballet Cullberg a Stoccolma, per il quale crea Sub Rosa (1995). Ha creato numerosi assoli per se stessa (oltre al già citato Blue lady, Vue d'ici del 1995 e il più recente Writings on Water) ma anche per i danzatori Marie Claude Pietragalla, Tero Saarinen, Talia Paz e Nina Hyvärinen. Intercalate a queste creazioni sono le esperienze di "improvvisazione-spettacolo" condotte da lei stessa insieme ai danzatori prediletti Larrio Ekson, Jorma Uotinen, Malou Airaudo, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni e da musicisti-complici come Michel Portal, John Surman, René Aubry, Joachim Kuhn, Trilok Gurtu. Un esempio tra tutti: Cornerstone su musica di John Surman, eseguita nel 1991 dalla Carlson con Larrio Ekson, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia. Crea ancora coreografie di repertorio per l'Opéra de Paris (Signes) e per l'Opéra de Bordeaux (Hydrogen Jukebox). Nel 1999, con il sostegno del comune di Prigi, ha fondato alla Cartoucherie de Vincennes "L'Atelier de Paris-Carolyn Carlson", divenuto in breve tempo un centro di riferimento per la formazione professionale dei danzatori. La Carlson vi tiene delle masterclasses e vi invita a insegnare gli artisti tra i più prestigiosi della scena internazionale, come ad esempio Trisha Brown, Suzanne Linke, Bill T. Jones, Wim Vandekeybus, Susan Buirge. Inoltre l'Atelier accoglie nei suoi studi coreografi e artisti interpreti sostenendoli nel loro lavoro di ricerca e di creazione. Dal 1999 al 2002 è nominata direttrice del settore danza della Biennale di Venezia. Vi apre un'accademia di danza contemporanea (Accademia Isola Danza), organizza un festival e vi crea Parabola (1999), Light Bringers (2000), J. Beuys Song (2001), Writings on water (2002). Nel 2004, la Carlson crea Tiggers in the tea house. Nel 2005 è nominata direttrice artistica del Centre Chorégraphique National di Roubaix-Nord Pas de Calais. Per la compagnia del Centro compone Inanna, creazione per sette donne. Nel 2006 crea la sua prima coreografia per ragazzi, Les Rêves de Karabine Klaxon e un nuovo assolo, Double Vision, concepito con Electronic Shadow. Nel corso dello stesso anno inizia a lavorare su Full Moon, brano coreografico a quattro mani con la coreana Kim Mae-Ja. Nel 2007 crea il duo Li, con Chinatsu Kosakatani e Yutaka Nakata e Eau, in collaborazione con il compositore britannico Joby Talbot. Carolyn Carlson ha segnato con la sua presenza il percorso della danza contemporanea europea degli ultimi trent'anni. È stata spesso paragonata a Isadora Duncan per la libertà dell'espressione e per la forza improvvisativa oltre che per la componente poetica e spirituale che anima le sue danze. Ha ricevuto nel 1998 il titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere, nel 2000 è stata nominata Cavaliere della Legion d'Onore di Francia e nel 2002 ha ricevuto la Medaglia della città di Parigi. Nel 2006 ha ricevuto il primo Leone d'oro, prima mai attribuito ad una coreografa da parte della Biennale di Venezia.

Merce Cunningham (Centralia, 1919) è un danzatore e coreografo statunitense. Ha posto le basi della postmodern dance, indagando "il movimento nello spazio e nel tempo" e proponendo la scissione fra danza e musica. È stato l'ideatore e sperimentatore di Life Forms, primo software di notazione dei movimenti di danza, a partire dal 1986. Merce Cunningham, John Cage e Nuovi Media Dal 1942 collabora col compositore d'avanguardia John Cage -che sarà suo compagno durante mezzo secolo, fino alla sua morte nel 1992- col quale condivide il rifiuto dei metodi formali dell' arte del XIX secolo, messi già in discussione da Duchamp. Secondo Germano Celant, Cunningham segue il principio secondo cui "Ogni arte rifiuta infatti un originale esterno per porsi essa stessa come originale". Grazie al rapporto col compositore americano, Cunningham sviluppa un approccio alla danza che vuole essere "altro" dalla musica, capace d' imporsi come sostanza a se stante dal suono e dall'immagine. Fin dagli anni quaranta sia Cunningham sia Cage utilizzano metodi di lavoro basati sulla casualità. In Root of an Unfocus (Radice di un non-centro, 1944) Cunningham utilizza il metodo cinese dell' I' Ching per creare le proprie coreografie che tuttavia seguono la struttura ritmica della composizione musicale scritta da Cage. Individuiamo fin dal principio, in Cunningham, una forte dose d' improvvisazione unita ad un rigido formalismo. A questo proposito, Nam June Paik afferma che "Merce sembra vagare su palco senza uno scopo preciso, ma con un gran senso estetico". I movimenti coreografici di Cunningham nascono dal gesto quotidiano, dall' errore, dal "momento", e non si adattano, bensì si confrontano con la traccia musicale. Ai propri danzatori, Cunningham affida il ruolo di veri e propri interpreti. Essi sono liberi di rallentare o velocizzare i movimenti, uscire ed entrare dalla scena, scegliere la successione delle frasi coreografiche da eseguire. Se Martha Graham è la "grande madre" della danza moderna, Cunningham è, come intuisce Leonetta Bentivoglio, il "grande padre" della danza post-moderna. Negli anni sessanta Cunningham è promotore dell'idea che il movimento debba essere liberato da qualsiasi sistema accademizzato. È in quel periodo che si sostituisce alla nozione classica di "spettacolo", quella di "laboratorio" e "performance". Le possibilità offerte dai nuovi media affascinano incuriosiscono molto Cunningham, il quale utilizza sovente paragoni con i mezzi di comunicazione di massa nel descrivere le proprie idee sulla danza. Nel 1968 Cunningham si interroga sul futuro della danza in rapporto alle tecnologie: Sono cosciente del fatto che ci sono dei problemi. Ma partendo dal principio che i dispositivi tecnologici possono essere semplificati, e data la velocità del cambiamento, perché non questi?...è evidente che l'ultima difficoltà è psicologica. Cunningham è già cosciente del fatto che le tecnologie saranno in grado di arricchire il processo di creazione coreografica ma che la riluttanza del mondo accademico rischierà di rallentarne di molto l'introduzione nella danza. Il desiderio di Cunningham è quello di trovare il mezzo più ottimale per realizzare i propri obiettivi artistici. La "tecnologia elettronica" ha introdotto un nuovo modo di vedere la realtà, di negoziare, di pensare. Grazie ai nuovi media digitali è sempre più possibile "editare" un prodotto creativo, inter-agendo su di esso, annullando o ripristinando modifiche che non andranno ad influenzare il "già salvato". Da questo presupposto, Cunningham ipotizza un sistema di "notazione di danza elettronica immediata" che serva a mostrare i movimenti della danza, fermali o rallentarli. Nel 1986 questa sua idea si materializza nel software Life Forms. --Nexusmoves 15:05, 7 ott 2006 (CEST)

William Forsythe (New York, 7 giugno 1955) è un attore statunitense. William ForsytheDopo aver cominciato molto presto la sua carriera, William Forsythe è diventato una figura molto presente nella cinematografia hollywoodiana degli anni '80, periodo nel quale ha ricoperto spesso il personaggio del cattivo anche grazie al suo sguardo duro e al volto spigoloso. Dopo aver debuttato nella sua nativa New York all'età di solo 12 anni sui palcoscenici di Broadway, divenne un attore teatrale profesisonista e si trasferì, appena maggiorenne, in California dove ebbe il suo primo debutto cinematografico nella pellicola del 1981 Il ragazzo e il poliziotto di Charles B. Griffith. Tuttavia la sua notorietà arriverà dalla televisione, dove appare per la prima volta nel film-tv The Miracle of Kathy Miller sempre del 1981, con protagonista l'attrice Helen Hunt. Il successo della pellicola gli consentirà di guadagnare ruoli sempre più importanti un gran numero di serie televisive quali il celebre CHiPs fino a Saranno Famosi. Il suo ruolo di cattivo verrà coronato dalla parte nel celebre film di Sergio Leone C'era una volta in America nel quale gli verrà assegnato il personaggio dell'affascinante ma spietato gangster Cockeye. Nel 1991 arriva il suo primo ruolo da protagonista nella pellicola Vita di cristallo dello scrittore e regista Neal Jimenez, a fianco di Helen Hunt ed Eric Stoltz. Nel 1993 riscuoterà un altro grosso successo nella serie televisiva The Untouchables, ispirata alla celebre film Gli intoccabili, nella quale ricoprirà il ruolo del famigerato gangster Al Capone. Il ruolo di spietato gangster gli varrà l'ennesimo successo nella serie televisiva prodotta dalla HBO, Gotti dove impersonerà il personaggio del criminale mafioso Sammy "The Bull" Gravano. La sua più recente interpretazione è nel remake del cantante e regista Rob Zombie della famosissima pellicola horror del 1978 Halloween, la notte delle streghe di John Carpenter.

Alwin Nikolais (Southington, 25 novembre 1910 - New York, 8 maggio 1993) celebre coreografo, direttore d'orchestra, compositore e regista statunitense. Appartiene alla "seconda generazione" della Modern Dance americana, della quale è una figura fondamentale. Creatore del teatro astratto multimediale e della tecnica di danza Nikolais/Louis, la quale ha per fondamento il principio della motion. Con questo termine Nikolais indica la qualità che assume il movimento in base all'utilizzo delle categorie astratte universali tempo, spazio e forma. La motion pertanto si differenzia dal movement ((gesto di uso quotidiano) perché è frutto di precise scelte spaziali, temporali e formali e per questo motivo è il fondamento della danza, che Nikolais definisce appunto a visual art of motion (arte visuale della motion). Da piccolo studia pianoforte e organo. Il suo primo lavoro consiste nell'accompagnare i film muti al Wesport Movie House di Hartford e le lezioni di danza presso alcune scuole. A ventitré anni inizia lo studio della danza con Truda Kaschmann, un'alllieva della danzatrice tedesca Mary Wigman. Per due anni dirige il teatro delle marionette di Hartford (Hartford Parks Marionette Theatre) e nel 1937 forma una propria compagnia di danza nella stessa città. Per tre estati di seguito (1937, 1938, 1939) segue i corsi della Bennington School of the Dance e studia con le maggiori artiste della Danza moderna americana Martha Graham, Doris Humphrey, Hanya Holm. Dirige poi il dipartimento di danza dell'Hartford University fino al 1942. Durante la seconda guerra mondiale presta servizio in Europa presso l'Arm Criminal Investigation Department. Tornato negli Stati Uniti, va a studiare danza a New York con Hanya Holm, della quale diventerà l'assistente. Presso la scuola della Holm conosce Mourray Louis, che diventerà il suo partner d'elezione. Nel 1948 organizza il Dipartimento di Danza dell'Henry Street Playhouse, un piccolo teatro dell'East Side di New York che Nikolais, divenutone co-direttore, rinnova completamente e trasforma in uno dei maggiori centri di danza della città. Dopo pochi anni fonda la compagnia di danza annessa al teatro: la Playhouse Dance Company. Nei primi anni '50 Nikolais crea numerose coreografie per bambini (The Lobster Quadrille, Sokar and Crocodile, Indian Sun) e inizia a lavorare alla forma teatrale per la quale acquisterà notorietà in tutto il mondo: il teatro astratto multimediale creando il celebre Masks, Props and Mobiles. Nel 1956 crea Kaleidoscope, rappresentato all'American Dance Festival del Connecticut College con grande successo. Le musiche dei suoi lavori sono composte da lui medesimo. Verso la fine degli anni Cinquanta la sua compagnia prende il nome di Alwin Nikolais Dance Company e Nikolais inizia a lavorare per la televisione creando numerose opere per la NBC-TV a New York e in seguito anche per CBS, PBS, CBC, BBC e per la televisione svedese, francese e tedesca. Durante i primi anni sessanta compie esperimenti di composizione musicale con un sintetizzatore elettronico costruito da Robert Moog e crea Imago, Sanctum, Vaudeville of Elements, Tent. Carolyn Carlson entra nella compagnia di Nikolais in questi anni. La compagnia cambia di nuovo nome nel 1968, divenendo l'Alwin Nikolais Dance Theatre, a significare che l'opera coreografica di questo artista si espande oltre la danza stessa e può essere definita un vero e proprio Teatro di Danza. La compagnia vince il Grand Prix della Città di Parigi per la coreografia, il disegno e la musica al VI Festival International de Danse. Durante i primi anni settanta Nikolais fonda insieme a Murray Louis la scuola Nikolais/Louis Dance Lab nella 18th Street, dove trasferisce anche la compagnia, lasciando l'Henry Stree Theatre, divenuto troppo piccolo per le aumentate esigenze. In questi anni crea Scenario, Temple, Arporism, Gallery, Aviary. Nel 1978 è chiamato in Francia per creare il Centre International de Danse Contemporaine ad Angers, al fine di formare danzatori secondo il suo stile. Durante i primi anni ottanta crea Schema per il Teatro dell'Opéra di Parigi. Le opere più importanti di questo decennio sono The Mechanical Organ, The Mechanical Organ II, Pond, Liturgies, Persons and Structures, Crucible, Conctat, Velocities, Blank and Blank. L'ultima sua coreografia è del 1992: Aurora. Alwin Nikolais è morto di cancro a New York l'8 maggio 1993. Le sue ceneri riposano nel cimitero Père-Lachaise di Parigi. Nel corso della sua carriera ha ricevuto molti riconoscimenti, dottorati ad honorem e premi. Resta la Nikolais/Louis Foundation for Dance al 611 Broadway, Suite 223 di New York.

Martha Graham (Pittsburgh, 11 maggio 1894 - New York, 1º aprile 1991) è stata una danzatrice e coreografa statunitense. Da molti è considerata la più grande danzatrice statunitense del XX secolo, nonché la "madre" della danza moderna. Sostenitrice del "movimento" come massima forma di espressione, con le forme angolari che riusciva ad assumere col suo minuto ma vibrante corpo sapeva comunicare le più profonde emozioni dell'animo umano. Il padre era un medico. La sua famiglia, piuttosto agiata, nel 1908 si trasferì a Santa Barbara, California. Nel 1911, dopo aver assistito ad una rappresentazione teatrale di Ruth St. Denis, Martha decise di scegliere la danza come professione. Ella avvertì che quel momento avrebbe segnato il suo futuro, come ebbe modo di raccontare in seguito. Dal 1913 al 1920 studiò danza e teatro; nel 1916 entrò a far parte della compagnia Denishawn, la compagnia di Ruth St. Denis e Ted Shawn e danzò in alcune coreografie importanti, come Xochtil (1920). In questo periodo incontrò il compositore Louis Horst. Nel 1923 lasciò la Denishawn School insieme ad Horst e tornò nell'est, a Rochester, New York, dove insegnò alla "Eastman School of Rochester". Debuttò a New York il 18 aprile 1926 con svariate coreografie di propria creazione, su composizioni di Alexander Scriabin, Claude Debussy, Erik Satie, Maurice Ravel, e Louis Horst. Nel 1927 aprì la Martha Graham School of Contemporary Dance. Dapprima molte sue coreografie erano legate a tematiche sociali (Immigrant, Revolt) o di ispirazione orientale. Fu nel 1929, con la composizione Heretic, che si manifestò la sua originale concezione della danza, frutto di una straordinaria maturazione artistica. Gli anni '30 furono contraddistinti da una grande spinta creativa durante la quale creò Lamentation, Chronicle, Deep Song, Primitive Mysteries e Frenetic Rhythms. Nel 1939 vennero accettati nella sua compagnia (che fino a quel momento era stata tutta femminile) Merce Cunningham e Erik Hawkins. Negli anni '40 la compagnia andò in tournée negli Stati Uniti e Cuba. Creò El Penitente e Letter to the World e nel 1944 creò uno dei suoi pezzi più famosi, Appalachian Spring, la sua prima collaborazione con Isamu Noguchi. Altri balletti creati in questo periodo abbondarono in temi mitologici: Cave of the Heart (Medea), Errand into the Maze (il Minotauro), Night Journey (Edipo e Giocasta). Nel 1948 sposò Erik Hawkins. Intorno agli anni settanta, all'età di settantasei anni, danzò per l'ultima volta. La decisione di abbandonare il palcoscenico le causò, negli anni successivi, un periodo di notevole depressione. Martha Graham e Bertram Ross, 1961Ne 1976 ha ricevuto la prestigiosa onorificenza statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà (with Distinction), dal Presidente Gerald Ford. È stata la prima danzatrice a ricevere questo riconoscimento. La moglie del Presidente, Betty (Elizabeth Anne Bloomer), prima del matrimonio aveva fatto parte della compagnia di danza della Graham. Nel 1984 ricevette la Légion d'Honneur dal governo francese; venne celebrata con un gran galá al Lincoln Center a New York.

Danza Moderna
La definizione di "moderna" data alla corrente (chiamata anche "nuova danza"), si deve al fatto che presentava caratteristiche in netto contrasto con il balletto. La danza moderna rifiuta l'utilizzo innaturale del corpo, le sei posizioni dei piedi e delle braccia. Si valorizzano invece il gesto e il movimento che esprimano la personalità del danzatore a partire dalla naturalità.
Sparisce lo sfarzo dei costumi e le scenografie sono spesso ridotte ad uno sfondo monocolore o a pochi, semplici elementi od oggetti. La figura del ballerino e quella del coreografo spesso corrispondono. In alcune produzioni, il coreografo-ballerino è anche scenografo, costumista e direttore delle luci. La danza moderna usa indifferentemente un linguaggio codificato, come nel caso del balletto classico, e l'improvvisazione estemporanea. I movimenti di danza moderna hanno tuttavia, anch'essi, una "grammatica" precisa. La tecnica Graham, per esempio, non è affatto danza "libera" alla maniera di una Isadora Duncan né un "linguaggio personale", ma una vera e rigorosa tecnica di danza. Stesso discorso vale per la tecnica Cunningham, Horton, Limón e tante altre sviluppatesi successivamente. Confondere danza moderna e danza libera è quindi un errore.
Un altro elemento che distingue la danza moderna da quella accademica è la produzione, da parte di un gran numero di coreografi, di scritti teorici. La danza moderna talvolta prende anche spunto dallo studio storico-antropologico delle danze etniche di paesi non occidentali, per mezzo delle quali è possibile accrescere la danza di elementi diversi, rinnovandone forma e sostanza espressiva. E' questo il caso di molti dei pionieri della danza americana, come Isadora Duncan, Ruth Saint Denis e Ted Shawn. Uno degli esempi contemporanei più noti è Stamping Ground di Jiri Kylian, una coreografia del 1983 ispirata alle danze degli australiani aborigeni.
Nella danza moderna il corpo si muove rispettando nuovi canoni tecnici e espressivi ma non liberamente, spinto dalla volontà di trovare un nuovo rapporto con lo spazio e con il tempo. Infatti si dà notevole importanza allo studio del movimento in quanto mezzo di analisi delle dinamiche fisiche che intervengono nello spostamento dei corpi nello spazio (come ad esempio, la forza di gravità). I ballerini classici si mostrano frontalmente al pubblico e tutti i loro movimenti si sviluppano partendo da questo tipo di relazione spaziale. La posizione del busto è eretta e le gambe sono ruotate verso l'esterno a partire dall'articolazione dell'anca. Nella danza moderna, invece, i ballerini si muovono occupando tutto lo spazio teatrale, mostrando anche il fianco o le spalle al pubblico. La posizione del busto rispetto alle gambe può variare; i danzatori possono anche ballare sdraiati sul palcoscenico. Secondo la tecnica del balletto classico, il ballerino doveva creare l'illusione di poter infrangere la leggi di gravità dando la sensazione di librarsi nell'aria con estrema facilità. Al contrario, la danza moderna riconosce nel peso del corpo il principio basilare del movimento, e dunque il rapporto con la terra vi è privilegiato. La danza moderna non segue necessariamente il ritmo della musica, come avviene nella danza accademica. A volte la musica può anche essere del tutto assente: in questo caso il ballerino danza seguendo solo il proprio ritmo interno. Generalmente la coreografia è creata con o senza una correlazione diretta con la musica, che può anche essere scritta in un secondo momento in funzione dei movimenti. In questi casi, la danza può seguire il ritmo della musica o contrapporsi ad essa, in una sorta di dialogo oppositivo.

La storia della danza moderna può essere suddivisa in tre periodi: il periodo di rottura con il balletto classico e di ricerca, risalente alla fine del XIX secolo e inizi del XX. il periodo di definizione delle tecniche, tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta. il periodo di innovazione, che va dal secondo dopoguerra ad oggi. Bisogna fare un'ulteriore distinzione fra la danza moderna statunitense e la danza moderna centroeuropea. Grazie ai numerosi scambi culturali fra gli artisti, i rapporti fra i due continenti sono sempre rimasti costanti. All'inizio del XX secolo, il desiderio di cambiamento portò allo sviluppo di due correnti: quella dei Ballets Russes che proponeva un rinnovamento dall'interno, e quella che sosteneva la creazione di una nuova danza. Nei primi trent' anni del 1900 si assistette all'introduzione di numerose innovazioni per opera del compositore e didatta svizzero Jaques-Dalcroze, delle ballerine statunitensi Isadora Duncan e Ruth St Denis, e della tedesca Mary Wigman. I primi ballerini moderni ricercavano una danza che fosse più espressiva del balletto classico, per questo alcuni coreografi di balletto tra i quali Michel Fokine, si ispirarono alle danze di tradizioni non occidentali. Isadora Duncan, ad esempio, si sbarazzò per prima delle scarpette con le punte e del tutù. Andò in scena a Parigi, nel 1900, a piedi nudi, con i capelli sciolti e vestita di un'ampia tunica poiché voleva ritrovare i gesti naturali ed esprimere le passioni imitando i movimenti dei danzatori greci dell'antichità. La Duncan sosteneva che la fonte di tutti i movimenti corporei risiedeva nel plesso solare, per questo motivo propose una danza in cui fosse possibile muoversi ora contrapponendosi alla forza di gravità, ora assecondandola. Émile Jaques-DalcrozeLo stile di Ruth St Denis, molto caratteristico, prendeva ispirazione dalle danze dell'India, dell'Egitto e dell'Asia. Nel 1915 fondò con il marito Ted Shawn la scuola Denishawn, che sarà il vivaio dei nuovi autori. Mary Wigman, una delle massime rappresentanti della danza espressionista tedesca, talvolta si ispirò alle danze dell'Africa e dell'Asia orientale e spesso fece uso delle maschere. Come Ruth St Denis realizzò sia dei lavori di gruppo, spesso riuniti in cicli, sia assoli. Il movimento della danza moderna tedesca fu interrotto con l'ascesa al potere del nazismo. Essa si riprenderà solamente tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta con la nascita del Tanz theater. La danza moderna maturò un cambiamento significativo negli anni Trenta negli Stati Uniti. A New York si sviluppò la modern dance, che si distingueva per la creazione di tecniche personali che si contrapponevano alla tradizione del balletto classico. Martha Graham, Doris Humphrey, Charles Weidman (tutti provenienti dall'esperienza della Denishawn), e Hanya Holm (che proveniva dalla compagnia di Mary Wigman) vengono ricordati per le importanti innovazioni che portarono in questa nuova disciplina. Questi artisti concordavano sul fatto che la danza doveva essere finalizzata all'espressione delle emozioni, obiettivo che poteva essere raggiunto solamente con la ricerca interiore e una maggiore attenzione alle capacità del corpo. In opposizione alla danza accademica, le gambe e i piedi assunsero nel movimento un ruolo secondario, mentre venne privilegiata la parte superiore del corpo. Infine, furono rivalutate le funzioni basilari dell'essere umano, come il camminare o il respirare, giudicate parti integranti della danza moderna. L'americana Martha Graham creò una tecnica basata sul principio dell'opposizione contraction-release che si rifaceva al movimento naturale d'inspirazione ed espirazione; la sua danza è fatta di movimenti alterni di concentrazione (tramite la contraction) e diffusione dell'energia (release), di una gestualità forte e decisa, strettamente ancorata al suolo, sul quale i piedi appoggiano per intero, a differenza della danza accademica. In seguito occupatasi dei rapporti tra arti figurative, danza e letteratura, produsse con l'aiuto dello scultore Noguchi Isamu, delle coreografie caratterizzate da una forte struttura narrativa. Fotoritratto di Martha Graham del 1948Martha Graham cercò di far rivivere nei suoi spettacoli i grandi miti tratti dalla Bibbia, dalla mitologia greca o dall'Oriente. Di solito i personaggi rappresentati erano per lo più figure femminili ritratte in momenti di grave crisi psicologica ed emotiva. I temi fondamentali delle sue creazioni erano di genere etico, legati ai drammi della società americana. Lo stile di Hanya Holm si presentava molto vario, poiché andava da creazioni con una forte componente satirica a danze ispirate a tematiche sociali. A partire dagli anni Quaranta realizzò coreografie per Broadway e fu tra i primi coreografi a introdurre nei musical la danza moderna. Doris Humphrey, dopo aver analizzato la dinamica naturale del camminare, creò la sua tecnica basata sul principio del fall and recovery (caduta e recupero). Quando smise di ballare sciolse la compagnia che aveva costituito con Charles Weidman, e si dedicò all'elaborazione di nuove coreografie per il suo allievo preferito Josè Limón. Negli anni Cinquanta, i coreografi rifiutarono le componenti psicologiche e narrative tipiche della modern dance. La ragione di questa decisione era dovuta all'intenzione degli artisti di non esprimere più emozioni ma di scoprire le numerose capacità del movimento e del corpo umano. Per il ballerino ciò poteva comportare anche il recupero della tecnica della danza accademica. Questa nuova corrente fu definita formalismo o astrattismo. I suoi maggiori esponenti furono Merce Cunningham e Alwin Nikolais. L'astrattismo di George Balanchine trionfa, nello stesso periodo, anche nel balletto classico. Altri danzatori fortemente innovativi ma difficilmente collocabili in un preciso movimento furono James Waring, Paul Taylor, Alvin Ailey e Twyla Tharp. Negli anni Sessanta, sulle basi - e più tardi anche in opposizione - dell'astrattismo di Cunningham e Nikolais si sviluppò la post-modern dance. Essa nacque all'interno di un nuovo movimento di innovazione interdisciplinare, che aveva come centro la Judson Memorial Church di New York. In questa fase furono rigettati tutti i presupposti tecnici e teorici fino ad allora concepiti per concentrarsi sul significato dei movimenti e dei gesti, facendo particolare attenzione a quelli quotidiani. Adesso oggetti, suoni, immagini, spazi diversi del palcoscenico interagiscono con i movimenti; la danza non è più vista solo come spettacolo, ma anche come evento, performance a cui il pubblico può partecipare. I più grandi rappresentanti della post-modern dance sono Yvonne Rainer, Simone Forti, Trisha Brown, Lucinda Childs e Steve Paxton. La danza americana degli anni Ottanta era caratterizzata dall'uso di mezzi espressivi come video, fotografia e cinema. Tuttavia essa si distinguerà dalla post-modern dance per il recupero della tecnica, anche quella accademica, importantissima per raggiungere i requisiti fisici richiesti ai danzatori. Negli anni Cinquanta e Sessanta, in Europa, si assiste al ritorno e ad un rinnovamento della danza accademica, che spesso si amalgama con le nuove correnti americane e con il contributo di nuovi stili di danza, producendo creazioni originali e tendenze personali. Grandi coreografi, la cui attività, iniziata in questo periodo, continua nei decenni successivi, sono Roland Petit, Maurice Béjart, Birgit Cullberg, John Cranko, John Neumeier. Negli anni Settanta, in Germania, emerse il grande talento di Pina Bausch, una delle maggiori rappresentanti del Tanz theater insieme a Johann Kresnik, Gerard Bohner, Susanne Linke e Reinhild Hoffmann. La nuova danza tedesca, seguendo la tradizione espressionista d'inizio secolo, voleva rappresentare un teatro, nel quale l'essere umano si potesse esprimere nella sua dimensione quotidiana, soggettiva ed emotiva. Da questa tendenza prendono forma spettacoli multimediali e opere che si prolungano a volte per diverse ore. A partire dagli anni Sessanta, in Francia, si assiste ad una proliferazione di stili e di nuove esperienze coreografiche. Tutto ciò fu possibile per merito di Françoise e Dominique Dupuy, i quali presero ispirazione da Merce Cunningham, Alwin Nikolais, dall'espressionismo tedesco e dalla filosofia orientale. Jean Claude Gallotta, Maguy Marin, Régine Chopinot, Marie-Christine Gheorghiu, Karine Saporta, Règis Obadia, François Verret e Jacques Patarozzi sono ricordati come i più grandi esponenti della nouvelle danse francese. Essi sono accomunati dall'attenzione per la componente dinamica del movimento e il rapporto con lo spazio.

La danza moderna in Italia Toccata, coreografia Liliana Merlo, musica Carlos Chávez, TBT 1978. A differenza dagli altri paesi, a parte il caso marginale del futurismo in danza, e quello manierato e velleitario dell'orchestica di Jia Ruskaja, sorta di neoellenismo estetizzante di vaga discendenza duncaniana, esauritisi entrambi con la caduta del regime fascista, l'Italia si apre alla nuove tendenze artistiche e all'interesse per la danza moderna solamente intorno agli anni Settanta, per conoscere una stagione felice durante gli anni Ottanta. In questi due decenni si osserva un certo rinnovato fermento: si realizzano nuovi festival e nascono nuove compagnie, quasi tutte in ambito privato. Gruppi ed esponenti significativi sono tuttavia presenti sin dagli anni Cinquanta, specie a Torino, per poi diramarsi anche in Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e a Roma. Tra i primissimi esempi italiani di balletto moderno, il che tuttavia non equivale sempre a danza moderna ma a una commistione tra tecnica accademica e altri elementi provenienti sia dalla "danza libera" che dalle danze etniche e folkloristiche, vanno ricordate a Torino le figure di Susanna Egri con i suoi Balletti di Susanna Egri e di Sara Acquarone, che nel 1955 fonda il Gruppo di Danza di Torino, forma di teatro-balletto-laboratorio ispirato alla modern dance americana - specie a Alwin Nikolais - che proporrà i primi lavori nel 1959. Sempre a Torino, nel 1970 nasce il Gruppo di Danza Contemporanea Bella Hutter, mentre a Vicenza viene fondato nel 1968 il Gruppo Sperimentale di Danza Libera di Franca Della Libera, e a Venezia e Mestre, a partire dal 1970, la Compagnia "Teatro Danza" di Luciana De Fanti. Caso pionieristico tra i più isolati e significativi, quello di Liliana Merlo a Teramo che, pur consolidando un rapporto duraturo di collaborazione con l'Accademia Nazionale di Danza di Roma, istituzione di fatto per molto tempo piuttosto ostile a riconoscere una reale necessità di apertura nei confronti dei nuovi stili e delle nuove correnti, avvierà stages di danza moderna sin dal 1969 con Luisa Grinberg (tecnica Graham) e Juan Carlos Bellini (tecnica Humphrey-Limón) e, a partire dal 1970, realizzerà le prime produzioni di danza moderna mai viste in Abruzzo e in buona parte del centro-sud Italia, sviluppandole successivamente lungo varie direzioni, a partire dal 1976, con la sua compagnia giovanile del TBT (Teatro del Balletto di Teramo), senza tuttavia mai rompere definitivamente con la tecnica accademica del cosiddetto balletto classico. Nel frattempo, nascono a Roma il Teatrodanza Contemporanea di Roma fondato da Elsa Piperno e Joseph Fontano nel 1972, per lungo tempo la sola scuola professionale di tecnica Graham esistente in Italia, ma anche, afferenti allo IALS (Istituto Addestramento Lavoratori dello Spettacolo), la compagnia de I Danzatori scalzi di Patrizia Cerroni e il laboratorio della danzatrice-coreografa Nicoletta Giavotto, entrambi attivi dal 1973. Parallelamente, nascono il Collettivo Danza Contemporanea di Cristina Bozzolini a Firenze nel 1975, da cui sorgerà il noto Balletto di Toscana, la Compagnia DanzaRicerca fondata nel 1976 da Daniela Capacci a Roma, la Compagnia AterBalletto fondata da Vittorio Biagi e Amedeo Amodio a Reggio Emilia nel 1979, oggi la principale compagnia italiana di danza contemporanea, la compagnia Sosta Palmizi, nata nel 1985 dal sodalizio e collaborazione di alcuni ballerini del Teatro e Danza La Fenice diretto a Venezia da Carolyn Carlson tra il 1981 e il 1984, la Compagnia "Abbondanza/Bertoni", fondata nel 1995 da Michele Abbondanza (già cofondatore del gruppo Sosta Palmizi) e Antonella Bertoni, il Gruppo Contrasto, diretto da Carla Perotti, legato al Teatro Nuovo di Torino, e poi, sempre a partire dagli anni Ottanta, l'Ensemble di Micha van Hoecke, il gruppo di Virgilio Sieni, il gruppo di Enzo Cosimi etc.

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