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CARATTERISTICHE DISTINTIVE DELLO SHAOLIN

E' MOLTO IMPORTANTE SPIEGARE AL PUBBLICO ITALIANO COME RICONOSCERE LO STILE SHAOLIN AUTENTICO DEL MONASTERO, IN QUANTO, NONOSTANTE LE INFORMAZIONI OGGI DISPONIBILI, PERSISTE UN CLIMA DI QUASI TOTALE IGNORANZA E TRAVISAZIONE, RIGUARDO QUESTO ARGOMENTO, PERFINO NEI FORUM DEL SETTORE ARTI MARZIALI. COSIDDETTI ESPERTI SCAMBIANO LO SHAOLIN PER IL WU-SHU O STILI TRADIZIONALI CINESI MOLTO RECENTI, O ADDIRITTURA IMPROVVISAZIONI CREATIVE, PER LO SHAOLIN ORIGINALE. ALCUNI SOSTENGONO ADDIRITTURA CHE LO SHAOLIN NON ESISTE PIU', CHE SI E' ESTINTO O CHE SI TRATTA SOLO DI UNA LEGGENDA INVENTATA.

Lo Shaolin kung-fu è storicamente diviso in due scuole: quella del nord originaria del Tempio dell’Henan e quella del sud del Tempio del Fukien.

Lo Shaolin del nord è diviso in tre settori:

-hung che riunisce gli stili di potenza basati sulla forza fisica;
-kung che raggruppa gli stili interni basati sulla morbidezza;
-yue che raccoglie gli stili che equilibrano forza e morbidezza come ad esempio quelli ispirati agli animali.

Lo Shaolin del sud comprende cinque scuole di base:

ta-hung-men, liu-chia-chuan, tsa-chia-chuan, li-chia-chuan e mo-chia-chuan.

Si dice: “Piede del nord, pugno del sud” per indicare che nello Shaolin del nord sono prominenti le tecniche di calcio, mentre nello Shaolin del sud quelle di pugno.

“Tutte le arti marziali nascono dallo Shaolin kung-fu.”


Nel mondo delle arti marziali, si ritiene giustamente che lo Shaolin kung-fu sia la più grande arte marziale del mondo e ciò può essere dimostrato da molti punti di vista. Storicamente, lo Shaolin kung-fu discende direttamente dalla più antica arte marziale del mondo, il Dhanurveda e possiede una storia interrotta di 1500 anni, mentre altre arti marziali raggiungono a malapena i cento.

Dal punto di vista tecnico, lo Shaolin kung-fu contiene tutte le tecniche che si trovano nelle maggiori arte marziale del mondo:
-tutte le acrobazie del Wushu,
-tutte le tattiche del Wing-chun,
-tutti gli stili d’imitazione delle molteplici scuole di kung-fu cinese,
-tutte le tecniche morbide del Tai-ji-quan,
-tutti i pugni del Karate,
-tutti calci del Tae-kwon-do,
-tutte le proiezioni del Judo,
-tutte le prese dell’Aikido,
-tutte le tecniche di cattura della lotta libera,
-tutti i ganci e i diretti della boxe occidentale,
-tutti colpi di gomito e ginocchio della boxe tailandese,
-tutte le sottili finte e giravolte del Silat malese.
La quantità di armi (del tutto assenti in certe arti marziali moderne) dello Shaolin kung-fu è stupefacente e i principi su cui si basa l'applicazione delle tecniche di combattimento sono tanto profondi quanto versatili.

Nelle tecniche di rottura, i risultati dello Shaolin kung-fu sono inimitabili, perché non solo i Monaci sono in grado di rompere oggetti molto resistenti come il metallo, con le parti più delicate del corpo, ma possono anche sopportare colpi d'arma su tutto il corpo senza subire danni.

Dal punto di vista estetico lo Shaolin kung-fu è un poema di forza, agilità, grazia, tecnica, controllo interiore e filosofia del movimento e dal punto di vista medico è eccellente per promuovere il benessere fisico, emotivo, mentale e spirituale, là dove la pratica di alcune arti marziali è effettivamente dannosa per la salute.

Inoltre, grazie al loro lo stile di vita ritirato dagli affari del mondo, i Monaci Shaolin possono dedicare tutto il loro tempo allo sviluppo della personalità e delle potenzialità umane, cosa che, grazie alla pratica spirituale, fanno a tutti i livelli antropologici: fisico, energetico, mentale e spirituale.

Nel Tempio i Monaci vengono addestrati simultaneamente e senza fretta, da molti Maestri ed esperti in ogni campo del sapere marziale e poiché sono devoti dedicati, godono anche delle benedizioni e della protezione del Signore Buddha. Perciò da tutti i punti di vista, anche rispetto ai migliori praticanti di arti marziali, i Monaci Shaolin sono come professionisti paragonati a principianti e il loro kung-fu è come un oceano paragonato ad una goccia.

LO SHAOLIN AUTENTICO E LE IMITAZIONI

Lo Shaolin kung-fu è sempre stato imitato nella storia dell’Oriente e al presente anche in Occidente sono molte le palestre e i club dove s’insegnano le più svariate arti marziali sotto l’insegna di Shaolin. Sfortunatamente però, in quasi tutti i casi, le arti marziali spacciate per “Shaolin” non hanno niente a che vedere col kung-fu che si pratica nel Tempio.
Questo è comprensibile perché l’apertura di Shaolin al mondo è molto recente. L’usanza antica del Monastero ingiungeva ai superiori di trasmettere il Shaolin kung-fu solo a coloro che abbracciavano i voti dell’ordine e i candidati dovevano essere di sangue cinese purissimo. Ma la situazione interna della Cina del secolo scorso ha costretto i Monaci a riflettere sul modo di tutelare la sopravvivenza della cultura Shaolin. Come risultato, i superiori del Tempio hanno considerato che il sistema più sicuro per preservare una tradizione è quello di divulgarla ampiamente, perciò i Monaci hanno iniziato ad ammettere come allievi anche gli stranieri, fermo restando che i segreti dell’Ordine saranno trasmessi soltanto a coloro che accetteranno i voti spirituali dell’Ordine Shaolin.
Negli anni ‘90 del secolo scorso, l’abate del Tempio ha concesso il permesso di costruire un istituto statale per lo studio e la divulgazione dello Shaolin kung-fu. Inoltre alcuni dei più esperti Monaci guerrieri sono stati incaricati di fondare e guidare “Scuole dei Monaci Shaolin” in tutto il mondo. “Il dovere dei Monaci ispettori di Shaolin è quello di viaggiare per controllare il livello dei futuri Maestri di Shaolin occidentali. E’ necessaria una costante supervisione dell’autorità incaricata dal Tempio perché fuori della Cina spesso si pratica uno “Shaolin kung-fu” che non ha niente a che vedere con il nostro. Dunque da una parte troviamo molto interesse verso la nostra arte ma dall’altra tante volte scopriamo che si pratica uno stile a noi del tutto sconosciuto, per questo è importante verificare che si tratti del vero Shaolin, perché venga mantenuta e trasmessa la purezza dello stile originale.
In Occidente abbiamo constatato che alcuni individui senza scrupoli imparano soltanto superficialmente lo sviluppo del nostro lavoro e poi creano uno stile proprio considerandosi grandi Maestri. Speriamo che Buddha ispiri queste persone a cambiare il loro atteggiamento offensivo verso il nostro Ordine”. La supervisione dei Monaci Shaolin ha quindi lo scopo di garantire l’autenticità della disciplina impartita, e la fedeltà dei Maestri da loro addestrati. “E’ importante anche verificare in che grado si partecipa veramente alla cultura Shaolin. Essa va acquisita lentamente ed è un misto di kung-fu e Chan (Chan-quan-qi-i), un insieme dell’essenza della filosofia del movimento del primo e delle componenti spirituali di avvicinamento a Buddha del secondo; comunque è possibille praticare Shaolin kung-fu senza considerare l’aspetto spirituale, ma noi Monaci pratichiamo Shaolin completo per avere una formazione integrale”.
Nessuno può essere paragonato ai Monaci del Tempio, totalmente dedicati alla disciplina, perché all’esterno dell’ambiente monastico, sia i Maestri che gli allievi, hanno numerosi impegni lavorativi e familiari che riducono considerevolmente il tempo dedicato alla pratica delle arti marziali. I Monaci dedicano tutta la vita al Signore Buddha, praticando gli esercizi fisici e spirituali dalla mattina alla sera e persino di notte, sviluppando e perfezionando le tecniche alla presenza dei loro grandi Maestri e nell’ambiente più ideale: il silenzio del Tempio. Il paragone che ne risulta, assomiglia quello tra un dilettante, che si dedica alla pratica delle arti marziali solo 3 ore alla settimana e un vero professionista del combattimento, dedicato a tempo pieno a preparare il corpo e la mente ad incontri di livello olimpico. Così come nessun dilettante oserebbe confrontarsi con un campione olimpionico, nessuno che sia sano di mente oserebbe scontrarsi con un Monaco Shaolin.
L’eleganza e la precisione nella successione di movimenti fulminei, la complessità e l’altezza dei salti, la massima perfezione nel maneggio delle armi sono alcuni degli obiettivi dei decenni di tirocinio nel Tempio. Chi osserva l’allenamento dei Monaci Shaolin capisce perché per millenni sono stati considerati invincibili. L’antica arte marziale vedica, portata da Bodhidharma a Shaolin, è stata tramandata, senza alcuna alterazione, per più di 30 generazioni, dai Maestri ai discepoli del Tempio, e ,oggi come allora, la purezza dell’arte marziale originale è preservata dai Monaci guerrieri, i cui movimenti ne esprimono le inconfondibili caratteristiche.

Caratteristiche peculiari dello Shaolin kung-fu

Le caratteristiche uniche dello Shaolin kung-fu possono essere facilmente comprese osservando le esibizioni dei Monaci Shaolin. Esistono due tipi di esibizioni:

-esibizioni rivolte a persone competenti, in cui si presenta cosa realmente è il kung-fu praticato in accordo alle regole Shaolin. (questo tipo di spettacolo però può risultare difficile da comprendere a chi non ha esperienza nel settore delle arti marziali);
- esibizioni rese più spettacolari, pur rispettando i principi Shaolin di base, per adattarle alla capacità di comprensione di un pubblico meno esperto.

Lo Shaolin kung-fu si compone di quattro espressioni di Maestria:
1) le acrobazie fondamentali;
2) le sequenze di kung-fu;
3) le abilità di combattimento;
4) il Qi-gong, cioè la capacità di un allievo di sopportare e sferrare colpi insolitamente pesanti.

L’approfondito studio degli elementi del corpo umano e del combattimento fa dello Shaolin kung-fu lo strumento migliore per sviluppare l’abilità e la potenza fisica nella lotta, da qualsiasi posizione, distanza e situazione, utilizzando come arma ogni parte del corpo, o qualsiasi oggetto disponibile, e il fatto che sia stata storicamente applicata nel combattimento reale, garantisce l’utilità di ogni suo gesto. Non è difficile riconoscere questo stile, grazie alle sue peculiari caratteristiche: slanci, ripiegamenti, posizioni abbassate, velocità, potenza e moralità.

Le sei caratteristiche distintive dello Shaolin kung-fu sono:

1) Semplicità ed efficienza
“Ogni movimento nasce dalla quiete, per questo stasi e movimento sono un’unica cosa. Solo dalla lentezza si genera la velocità, perciò lento e veloce sono un’unica cosa. Ogni attacco deve contenere quiete e movimento, essere veloci e lenti: solo quando si congiungono queste polarità l’esercizio è perfetto”. Tutti i movimenti del Shaolin kung-fu derivano dalla necessità pratica dell’attacco e della difesa. Ogni tecnica dei tao-lu serve simultaneamente ad entrambe gli scopi a seconda della situazione. “Se non è possibile attaccare il nemico almeno non si devono subire i suoi colpi,” per questo si dice che lo Shaolin kung-fu combina l’attacco e la difesa. L’obietivo di ogni tecnica è l’effettiva praticità nella combinazione di difesa e di attacco, ogni singola azione deve avere un effetto concreto.

2) Esecuzione in linea retta
“Deviando di un centimetro, si perdere mille miglia.” La metodologia fondamentale dello Shaolin kung-fu impone al praticante di muoversi avanti e indietro, di elevarsi, cadere e saltare, lungo una linea retta. Colpire con i pugni in linea retta è una caratteristica importante, perché la distanza sulla linea retta è più corta rispetto alla linea curva o inclinata: ciò permette di guadagnare tempo durante la lotta, cogliendo l’opportunità della vittoria. In accordo al Monaco Shi-Xing-Hong, i cosiddetti i movimenti “circolari” non sono estetici come in altri stili moderni, non vengono perciò eseguiti a braccia tese ma con i gomiti sempre vicini al corpo. Le braccia in realtà non disegnano mai un cerchio ma un’ellisse in direzione dell’avversario.

3) Le braccia in posizione né curva né dritta

“Un novizio blocca l'assalto, un esperto attacca dopo il bloccaggio, ma un vero Maestro non ha più bisogno di bloccare.” Lo Shaolin kung-fu armonizza la forza e la flessibilità. Il Monaco guerriero non deve essere né “assolutamente morbido né assolutamente rigido”, ma deve tenere le braccia in una posizione né curva né dritta. Questa tecnica ha il vantaggio di combinare l’attacco e la difesa, permettendo di distendere o ritirare rapidamente le braccia in accordo alla necessità. Il piegamento eccessivo del braccio, durante la fase d’attacco, rallenta il movimento, impedendo il successo dell’azione, mentre quando il braccio è troppo teso, l'azione stessa è ostacolata. Se le braccia sono tese, le vene e l’articolazione del gomito resteranno esposte agli attacchi dell’avversario, invece mantenendo i gomiti leggermente flessi, si può evitare questo rischio.

4) Rotazione della mano Durante l’esecuzione delle tecniche di mano, lo stile Shaolin richiede una rotazione del braccio. Partendo dal fianco a palmo o pugno in su, si deve estendere il braccio eseguendo simultaneamente una rotazione, che porta il palmo o il pugno all’in giù, col braccio disteso in avanti a livello della spalla. Così si acquista elasticità e potenza. Questo particolare tecnico, permette di concentrare rapidamente la forza delle braccia e delle mani durante l’attacco rendendolo più efficace. La potenza espressa da questo sistema d’avvitamento, è paragonata a quella di una freccia scoccata dall’arco. 5) Realizzazione delle tecniche nello spazio in cui si accovaccia un bue Il proverbio Shaolin “Quan-da-wo-niu-zhi-di” significa che si possono compiere tutti gli esercizi di kung-fu nello spazio in cui si accovaccia un bue, il simbolo della religione. Il Monaco si abitua così ad esercitarsi in qualsiasi luogo, anche se piccolo, sviluppando l’abilità di sfuggire all’accerchiamento dei nemici e la capacità di fronteggiare gli opponenti,nelle peggiori condizioni immaginabili, entro spazi chiusi, affollati o poco illuminati. Questa tecnica sviluppa l’abilità di controllare un oppositore senza mettere a repentaglio le persone che stanno intorno, nel minor tempo possibile e riducendo al minimo i rischi. Insegna anche a valutare lo scenario circostante in maniera diagnostica, perché ogni perplessità ruba tempo e in caso d’emergenza questo determina l’ascesa esponenziale dei fattori di rischio. Quando il Monaco Shaolin è in grado di eseguire una sequenza completa di kung-fu nello spazio di due metri quadrati significa che può sconfiggere il suo avversario in uno spazio di pochi passi. Realizzare con Maestria tale abilità presuppone la piena conoscenza, da parte del Monaco guerriero, di tutti gli aspetti del principio dell’unità degli opposti. 6) Immenso programma tecnico “Una grande conoscenza è ampia e inclusiva, una piccola conoscenza è parziale ristretta.” (Chuang-Tzu) Il kung-fu di Shaolin è famoso per la sua varietà e profonda cultura tecnica e spirituale. Il volume del suo corpo tecnico è talmente abbondante da non aver confronti e come dice un proverbio: “Lo Shaolin kung-fu è immenso come i Veda, o come il sutra tibetano del Buddhismo, ci vuole più di una vita per impararlo.” L’elenco dello Shaolin-quan compilato dal Monaco Fu-Ju (907-960) registra 270 tao-lu di lotta col pugno e 176 di lotta con le armi, oltre a 430 varietà di forme, incluse 72 di presa (Qin-na), di toccare i punti d’agopuntura (Dim-mak), di dislocare le ossa (Cuo-gu), ed altri. Inoltre, cominciando dalla dinastia Ming, il Tempio Shaolin ha concepito tecniche marziali uniche, chiamate “kung-fu”: interno, esterno, duro, acuto, leggero, del fanciullo, del palo di susino, dell’arhat, del fuoco, del palo dell’intenzione, per rimettere a posto le ossa, ecc... Così oggi lo Shaolin kung-fu è il risultato di più di trecento stili diversi, suddivisi in: uso delle armi, tecniche di combattimento e Qi-gong, e il suo immenso programma tecnico, che conta più di 370 tao-lu a mani nude e con armi, viene complessivamente definito “Le 18 arti marziali di Shaolin.” La calma e la velocità, l’osservazione e la reazione, il movimento costante e l’assalto fulmineo, sono la base di tutte le arti di combattimento Shaolin, dure e morbide, oggi conosciute. CAPITOLO 4 I TRE SETTORI DELLO SHAOLIN KUNG-FU I HONG: IL KUNG-FU ESTERNO Shaolin gang-quan: il “pugno duro” di Shaolin “Lo scopo originale del pugno di Shaolin è di rafforzare il corpo. Lo spirito e la forza fisica devono essere utilizzati alternativamente. Solo allora potranno essere usati nel modo giusto. Se così non fosse le arti non sarebbero state tramandate alla generazione successiva.” Per migliorare le condizioni fisiche dei suoi primi discepoli, il patriarca Damo compilò due manoscritti: lo Yi-jin-jing e lo Xi-sui-jing che presentano tre esercizi considerati i “Tre gioielli di Damo”: 1) Yi-jin-jing, il metodo di rafforzamento dei muscoli e dei tendini; 2) Xi-sui-jing, il metodo per la purificazione del midollo; 3) Shi-pa-fa Luohan-quan, le diciotto tecniche della mano di Luohan, incluse nel testo Yi-jin-jing. Secondo la tradizione da questi diciotto movimenti chiamati: 1) La danza della gru; 2) La danza del drago; 3) Premere e sollevare; 4) La danza della fenice solitaria; 5) Lo sguardo obliquo della tigre; 6) Girare il corpo; 7) Circondare; 8) Avanzare e ritirarsi; 9) Disegnare l'arco; 10) Un giovane Monaco adora Avalokitesvara (Buddha); 11) La Bellezza si diverte con il loto; 12) L’orso guarda indietro; 13) Sollevare all’improvviso; 14) La Fata incrocia i palmi dietro la schiena; 15) Accogliere un ospite; 16) L’elefante si solleva sulle zampe posteriori; 17) La danza del fagiano solitario; 18) La gru sta in piedi su una zampa, derivano tutte le forme Shaolin. Il kung-fu di Luohan è considerato quindi il fondamento e l'origine dell’attuale sviluppo dello Shaolin kung-fu. Più tardi il nome Luohan fu usato per indicare altre serie di movimenti e infine un intero stile, vigoroso e potente definito Shaolin chuan-tong-shi: stile tradizionale Shaolin. In questi ultimi anni i Monaci del Tempio, per soddisfare le pressanti esigenze della recente divulgazione mondiale dello Shaolin kung-fu, hanno ideato una serie completa di forme codificate a mani nude e con le armi, chiamate Gui-ding tao-lu: 1)Tre forme a mani nude con grado di difficoltà progressivo: -Shaolin chu-ji-quan; -Eer chu-ji-quan e; -Gui-ding-quan 2) una di bastone -Shaolin gun-shu gui-ding tao-lu, 3) una di sciabola: -Shaolin dao-shu gui-ding tao-lu 4) una di spada -Shaolin jian-shu gui-ding tao-lu 5) una di lancia -Shaolin qian-shu gui-ding tao-lu 6) una di alabarda -Shaolin da-dao-shu gui-ding tao-lu Shaolin Qin-na: le tecniche di presa e di leva “Sottometter un avversario per mezzo delle tecniche di controllo del Qin-na è un modo di mostrar pietà verso qualcuno che non volete ferir” Nella sua fase applicativa (fang-fa) lo Shaolin kung-fu include tecniche di presa e di leva chiamate qin-na (lett.“afferrare e controllare”) che incarnano “il metodo migliore per opporsi alla forza” basato sul principio buddhista della non-violenza (ahimsa). I Maestri Shaolin insegnano: “Dato che pace e tranquillità sono da preferire alla vittoria, (in caso di aggressione) è molto semplice la scelta da operare: fuggire immediatamente. Comprendi la realtà della natura e vedrai che nessuna forza umana può colpirti. Non tentare di opporti alla forza affrontandola, evitala. Non c’è bisogno di fermare la forza, è più facile farle cambiare direzione. Impara i metodi per conservare non quelli per distruggere. Evita piuttosto che bloccare, blocca piuttosto che ferire, ferisci piuttosto che storpiare, storpia piuttosto che uccidere, perché ogni vita è preziosa e una vita perduta è perduta per sempre.” Il qin-na comprende: - tecniche di presa -tecniche di pressione -tecniche di percussione. Le tecniche di presa immobilizzano l’avversario bloccandogli e controllandogli le giunture, i muscoli e i tendini. Le tecniche di pressione servono a paralizzare gli arti dell’avversario, o per fargli perdere coscienza. Le tecniche di pressione sono applicate sulle terminazioni nervose, per provocare dolore e incoscienza, o sui punti di pressione energetici, per alterare la circolazione del Qi negli organi interni. Le tecniche di percussione sono applicate ai punti vitali e possono essere mortali. Le 360 tecniche di qin-na Shaolin sono suddivise nelle seguenti categorie: 1) fen-jin:disgiunzione dei muscoli e dei tendini, 2) cuo-gu: dislocazione delle ossa, 3) bi-qi: soffocamento, 4) duan-mai: ostruizione circolatoria, 5) dian-xue: pressione dei meridiani. Il qin-na richiede lo sviluppo dell’intenzione (yi), dell’energia interna (Qi), della potenza marziale (jin) e una conoscenza dettagliata delle tecniche di mano, della scelta del momento opportuno per colpire, e della profondità da raggiungere. Molte tecniche di qin-na tramandate dai Maestri del Tempio riguardano anche l’uso delle armi. Alcune armi, come ad esempio le spade uncinate “gou”, o l’impugnatura del “chai” e alcune alabarde Shaolin, furono progettate allo scopo di disarmare l’avversario, catturando la sua arma. E’ necessario imparare tutto questo direttamente da un Maestro qualificato del Tempio, non solo a causa della vastità di conoscenza che l’argomento richiede, ma anche perché la maggior parte delle tecniche può facilmente provocare la morte. A tempo debito il Maestro tutore affida il suo allievo al Maestro più competente del Monastero per imparare questa difficile arte. Il Maestro ,comunque, impartisce questi pericolosi insegnamenti solo agli allievi fidati e d’impeccabile moralità, altrimenti li tiene segreti. Shaolin shi-ba wu-qi: le “diciotto armi” di shaolin “Nel corso dei secoli i Monaci svilupparono le loro armi proprie, che sono oggi considerate le diciotto armi classiche di Shaolin. Convinciti della semplicità con cui sono fatte, una corda, una catena, un bastone, ma se maneggiate correttamente sono pericolose e di forza mortale.” Le armi usate nello Shaolin kung-fu derivano da alcune armi vediche e dall’evoluzione d’antiche armi militari cinesi. Nel corso dei secoli i Monaci svilupparono le loro armi proprie che oggi sono conosciute come “le diciotto armi classiche di Shaolin.” Le diciotto armi sono: 1) gun il bastone; 2) dao la sciabola; 3) jian la spada (grande e piccola) e xuan-gou le spade uncinate; 4) qiang la lancia; 5) dao-dun la scimitarra e lo scudo; 6) fu l’ascia; 7) zha i pugnali e i coltelli ad anello; 8) da-dao l’alabarda (corta pu-dao e lunga Kuan-dao e yue-ya l’alabarda a denti di mezza luna); 9) bian la frusta (di cuoio e a sezioni di metallo); 10) la mazza; 11) shan-zi il ventaglio; 12) la forca; 13) shuo la spada montata su un bastone corto; 14) la punta di freccia; 15) il laccio; 16) l’arco; 17) la balestra; 18) biao: i dardi e le ruote del vento e del fuoco. Le diciotto armi di Shaolin si suddividono in: -armi corte, lunghe, snodate, rigide singole e doppie, -armi per il combattimento ravvicinato e a distanza, -armi nascoste e armi rare. -Le armi lunghe comprendono: bastone, lancia, e i vari tipi d’alabarda. -Le armi corte includono: sciabola, spada, scimitarra, mazza e pugnale. -Le sfere di ferro a catena, la catena a nove sezioni, il bastone a due o tre sezioni e il martello meteora sono armi pieghevoli. -Il falcetto, l'anello qian-kun e la piccozza (guai) e il bastone da passeggio di Bodhidharma (ciang), sono armi rare. -Il dardo, il ventaglio, il flauto e il punteruolo volante sono armi nascoste. Tutte queste armi possiedono lame, punte acuminate, ganci, e spine, e il loro maneggio prevede tecniche di percussione, parata, affondo, taglio, bloccaggio e lancio. -L'esercitazione con armi doppie xuan è riservata agli esperti e prevede l’uso di sciabole, spade dritte, spade uncinate, catene, coltelli, asce, ruote del vento e del fuoco, in coppia o accoppiate con armi di natura diversa, come ad esempio sciabola e catena, scimitarra e scudo, ecc.. Il programma di combattimento con le armi prevede la lotta di: -bastone contro bastone, -bastone contro lancia, -bastone snodato contro lancia, -sciabola contro sciabola, -lancia contro lancia, -lancia contro alabarda (Kuan-dao e pu-dao), -mazza cinese contro lancia, -lancia contro bastone a tre sezioni, -piccozza di Bodhidharma, singola o doppia, contro lancia; -sciabola contro lancia; -sciabola e scudo contro bastone a tre sezioni, -lancia contro tridente. A Shaolin si dice: “Abile nell’uso di ognuna delle diciotto armi”, per definire un Monaco di gran talento marziale. Tra le diciotto armi classiche di Shaolin ,cinque sono fondamentali: il bastone, la sciabola, la spada dritta, la lancia e l’alabarda. Nella metodologia d’insegnamento Shaolin prima si impara la boxe (quan), poi la sciabola (dao), poi la spada (jian), quindi la lancia (qiang) e infine l’alabarda (da-dao). Gun : il bastone di Shaolin “I nostri antenati si servivano dei più semplici oggetti d’uso quotidiano per la loro difesa, perciò la lotta con il bastone è l’esercizio base per il maneggio di qualsiasi arma. Il corretto utilizzo del bastone, ci permette di difenderci e respingere l’avversario” . Il bastone è l’arma più famosa e più antica dei Monaci Shaolin, perciò è definita “l’antenato di tutte le armi” e a Shaolin ci si allena nel suo utilizzo con particolare devozione. Nel Monastero il bastone è senz’altro la stella fra le armi, l’anima di tutte le armi, l’arma madre di Shaolin, amato e praticato da tutti. Si deve capire che la difesa principale dipende da ciò che si può comodamente avere a disposizione, cioè le nostre membra e gli oggetti facilmente reperibili come un bastone. La storia racconta che, una volta, tredici Monaci Shaolin usarono il bastone per aiutare il principe Tang e immortalarono così le sue straordinarie qualità marziali. Anche cinquecento anni fa i Monaci guerrieri usarono i bastoni per fronteggiare i pirati giapponesi sulla costa sud orientale della Cina. La loro efficienza nel respingere gli invasori dimostrò che un semplice bastone, anche se sostanzialmente sembra inoffensivo, si può trasformare in un’arma terrificante nelle mani di un esperto. Per i Monaci erranti, come per i sannyasi indiani, il bastone era un compagno di viaggio, facilmente tramutabile in un’arma. E’ stata da sempre l’arma preferita da tutti i grandi Maestri, per la sua semplicità come strumento ma anche per la difficoltà implicita nel suo corretto utilizzo come arma da battaglia. I suoi pregi si fondano sulla sua semplice struttura, versatilità e facile reperibilità. Naturalmente l’utilizzo di questo strumento di difesa non nacque a Shaolin, anche se qui ha raggiunto i sublimi livelli di perfezione che ricordano i tempi arcaici in cui quest’arte brillava in tutto il suo splendore. Le sue tecniche, in origine appartenenti al Dhanurveda, non sono mai state modificate nel corso della storia e costituiscono oggi ciò che si chiama Shaolin gun-shu, l’”Arte del bastone di Shaolin”. Il maneggio del bastone è basato su un vasto numero di tecniche, continue e veloci come il vento; tutto il corpo deve essere sorgente di velocità affinché, come vuole la tradizione, il movimento del bastone sia accompagnato dal fischio dell’aria. Privo di lama com’è, il bastone fonda la sua efficacia sulla precisione e la velocità di utilizzo. L’attacco copre un’ampia superficie e il ritmo del maneggio è veloce; l’impulso energetico proviene dall’intero corpo e i movimenti dovrebbero susseguirsi rapidamente. La tecnica del bastone prevede l’impiego di entrambe le estremità, si può agire colpendo, spingendo, spazzando e bloccando. Le rotazioni avvengono più o meno al centro del bastone, per potenziare l’impeto della tecnica. Il bastone è un’arma lunga di grande utilità in combattimento per neutralizzare un uomo disarmato o che impugna qualsiasi tipo d’arma corta. Utilizzato appropriatamente, il bastone arriva dove un coltello non può certo arrivare, mantenendo l’attaccante sempre a distanza. La lunghezza e lo spessore del bastone variano a seconda dell’età, dell’altezza e della forza fisica dello studente. Le tecniche di bastone comprendono battere, spingere, tirare fendenti, avvolgere e inclinare. Il bastone Shaolin è caratterizzato “dall’attaccare con un’ampia serie di tecniche”. Nel Tempio si praticano differenti varietà di lotta col bastone, in relazione al tipo di arma che gli viene opposta. La sua efficacia nel combattimento reale è stata sempre lodata nelle cronache del Tempio. Un Monaco guerriero Shaolin non può definirsi tale, se non conosce le tattiche dell’arma per eccellenza, perciò nel Tempio di Shaolin il suo insegnamento è parte integrante della formazione marziale ed è la colonna portante su cui poggia l’allenamento dei discepoli. Dao: la sciabola “La sciabola è la madre di tutte le armi. Servitene come prolungamento del tuo braccio. La tua armonia nel muoverla, la tua precisione nel maneggiarla e la tua velocità nel colpire, la rendono invincibile.” Il dao o sciabola, fu inventata dopo la spada e concepita per il combattimento ravvicinato che metteva a grande rischio la vita dei contendenti. Un antico detto cinese afferma: “Più corta è la sciabola, più grande è il pericolo per l’avversario”. La sciabola Shaolin si è guadagnata così la reputazione di “Sovrana di tutte le armi”. Secondo il proverbio di Shaolin: “La sciabola si muove come un drago sinuoso”, il suo maneggio avviene senza sforzo e i movimenti liberi e aggraziati, pongono l’accento sulla fermezza delle mani. La formula segreta d’insegnamento afferma: “La Sciabola è come il drago blu, deve essere maneggiata con fermezza secondo una linea piana. Il Qi deve fluire nei suoi movimenti e gli occhi devono fissare la punta. Durante il maneggio della sciabola bisogna essere veloci come una rondine in volo. quando colpisce in avanti, la punta è simile a un chiodo d’acciaio e la grinta del Monaco che la maneggia, somiglia a quella della tigre selvaggia.” La sciabola serve per colpire e battere ma la sua lama è più larga e pesante di quella della spada, ragione per cui prevalgono le tecniche di colpo. Nella difesa, prendendo lo slancio, la sciabola viene passata vicino alla testa, mentre le tecniche di bloccaggio si effettuano col fianco della lama. Jian: la spada “La spada è come una tigre feroce”. La spada ,jian, è glorificata come “Il generale tra le armi”. Secondo la tradizione Shaolin: “Nel maneggio della spada si deve concentrare il Qi nelle braccia, e trasmetterlo poi all’arma come se fosse un prolungamento del braccio.” Una caratteristica particolare consiste nel modo in cui la spada viene passata vicino alla testa del praticante. Le tecniche della spada impegnano soprattutto mani e braccia; con la lama si colpisce, si batte e si fende, e il fianco dell’arma si usa per bloccare. Il maneggio della spada premette abilità e padronanza del corpo, come fa notare un detto: “Il movimento della spada singola pone l’accento sulle mani, mentre il movimento della spada doppia pone l’accento sui passi.” Qiang: la lancia “La lancia è come il drago che aleggia libero nel cielo” Nel repertorio di Shaolin la lancia è considerata “il re delle armi”. La sua caratteristica peculiare consiste nell’“avanzare velocemente in linea retta come un drago”. Le tecniche guizzano in avanti come la testa di un serpente, mentre il movimento segue una linea retta, accorciando così la distanza e abbreviando il tempo d’azione; viene diretta in alto e in basso con rapidità e senza schemi definiti. Nella lancia non si usa solamente la punta: con la coda si può percuotere o spingere, con la barra si possono effettuare bloccaggi e proteggere il corpo. I colpi in avanti si combinano con un movimento rotatorio del polso che aumenta l’efficacia; allo stesso scopo si può ruotare per intero la lancia al termine di ogni spinta, il corpo si pone brevemente sotto tensione, passando l’energia all’arma così fissata. Grazie alla sua grande portata questa arma è ideale per le distanze lunghe. L’uso delle armi lunghe richiede l’agilità caratteristica dello Shaolin kung-fu, e dato che l’unico modo per vincere è usare la punta della lancia, è necessario mantenere la distanza dall’avversario. A differenza della sciabola, più la lancia è lunga e maggiore è il vantaggio di chi la impugna. Da-Dao: l’alabarda “L’alabarda è come una grande scimitarra che maneggiata in modo esperto esprime una potenza tale da poter tagliare in due un cavallo” Nel kung-fu di Shaolin il Da-dao, l’alabarda, è classificato come uno stile di scimitarra. Il Da-dao è un arma lunga e pesante, che richiede una grande forza per essere usata efficacemente, perciò i combattenti che la utilizzano devono essere robusti. JUE: IL KUNG-FU D’IMITAZIONE “Rispetta la natura e le sue leggi, è la tua guida in ogni campo. Diventa una cosa sola con lei, usa la sua forza e osserva le sue creature. Damo c’insegnò ad osservare gli animali selvatici in movimento e a imitarli. Presta attenzione a come attaccano, si ritirano e a quante volte ingannano il loro avversario. Che la scioltezza dei loro movimenti ti sia d’esempio.” L’inconfondibile kung-fu imitativo di Shaolin costituisce il fondamento marziale che fu perfezionato dai Monaci nel corso di 1500 anni. Ispirati a particolari atteggiamenti umani ed eventi della natura, gli stili di imitazione n’emulano lo spirito e le movenze. I Maestri Shaolin spiegano: ““Il completo sviluppo della mente può essere raggiunto solo quando il corpo ha imparato la disciplina e per disciplinare il corpo i nostri antenati ci hanno insegnato ad imitare tutte le creature viventi. Tutte le creature piccole grandi che siano sono parte della natura. Se da una saggezza per imparare, tutte ci insegneranno le loro virtù.” Il kung-fu d’imitazione comprende: gli stili ispirati alla natura, agli animali, all’uomo, e alle caratteristiche di oggetti sacri e profani. Gli stili ispirati ad eventi naturali, includono: -Chao-yang-quan lo “Stile del sole che sorge” , -Xuan-feng-quan lo “Stile del ciclone”, -Mei-hua-quan la “Boxe del fiore di susino”, -Hong-quan la “Boxe dell’onda del mare”, -Lian-quan lo “Stile del fiore di loto”, -Qi-xin-quan la “Boxe delle sette stelle”, -Jin-gan-quan lo “Stile del diamante”, -Kuei-feng-gun lo “Stile del vento del demonio”. Gli stili antropomorfici imitano particolari attitudini umane, materiali o spirituali; ne elenchiamo alcuni: -Damo-jian lo“Stile ispirato allo stesso patriarca Damo (Bodhidharma)”, -Lian-huan-quan lo “Stile dell’incatenato”, -Zui-quan lo “Stile dell’ubriaco”, ecc.. Anche oggetti particolari, per la potenza e l’abilità che esprimono nelle loro funzioni, hanno ispirato i Monaci ad elaborare stili singolari come: -Mu-yu-kung l’esercizio del sacro “Pesce di legno”, -il Di-tan-quan lo “Stile del tappeto volante”, -Pao-quan lo “Stile del colpo di cannone”, ecc. Gli stili zoomorfici d’imitazione degli animali, Xian-shi-quan, sono la varietà più antica del kung-fu di Shaolin. L’idea di imitare i movimenti difensivi degli animali nello Shaolin-quan, infatti è in realtà originaria dell’India, dove le discipline metafisiche come lo yoga e il Dhanurveda, si ispiravano ai movimenti di incarnazioni divine in forme animali, come l’avatara Nrsimhadeva (incarnazione divina mezzo uomo mezzo leone), oppure Hanuman la scimmia dai poteri sovrannaturali, per evocarne la forza, il coraggio, l’abilità e la longevità. Oltre 1500 anni fa, quest’idea vedica fu introdotta a Shaolin dal patriarca Bodhidharma perchè rifletteva la visione buddista secondo cui tutte le creature viventi hanno la stessa natura originale e quella taoista di Lao-Tze e di Chuang-Tzu, secondo la quale il saggio dovrebbe prendere esempio dalla natura. I Maestri Shaolin insegnano: “Dalla gru bianca impariamo la grazia e l’autocontrollo, il serpente c’insegna la flessibilità e la resistenza ritmica. La mantide religiosa c’insegna la velocità e la pazienza, dalla tigre impariamo la tenacia e la potenza e dal drago impariamo a cavalcare il vento. Tutte le creature nobili o ignobili sono coscienti di se stesse e se abbiamo il desiderio di imparare tutte c’insegneranno le loro virtù. Tra la fatale bellezza della mantide religiosa e il fuoco e la passione del drago del vento non c’è contraddizione. Tra la silenziosa agilità del serpente e l’artiglio dell’aquila, c’è soltanto armonia e dato che i due elementi della natura non sono mai in contrasto tra loro, quando comprendiamo l’essenza della natura, noi eliminiamo i contrasti dal nostro essere e scopriamo l’armonia tra il corpo e la mente che è in accordo con l’essenza dell’universo.” Eseguendo le posizioni del kung-fu degli animali, il corpo assume l’aspetto di numerose forme di vita presenti nella creazione, dal più piccolo insetto (la formica) al saggio più perfetto (arhat) e identificandosi con esse, percepisce l’essenza che le accomuna tutte, lo stesso Spirito Universale. Il Monaco ,entrando in comunione con il creato, sviluppa empatia verso tutti gli esseri viventi e con la saggezza impara a vivere in modo che tutti possano vivere. Nel corso del tempo, sia per necessità sia per inclinazione culturale, i Monaci cinesi predilessero l’aspetto marziale dell’insegnamento di Damo, piuttosto che quello terapeutico, così selezionarono e svilupparono metodi di difesa e d’attacco, basati sui movimenti degli animali della foresta del monte Song. “La sopravvivenza del più adatto”- il principio della natura- incoraggiò i devoti ad imparare le caratteristiche che ogni animale sfruttava per sopravvivere nel suo ambiente. Senza dubbio l'essere umano è più intelligente degli animali, tuttavia la natura ha dotato ogni essere vivente di speciali abilità per sopravvivere che all’uomo mancano (e che i Maestri Shaolin consigliano di imparare per accrescere le capacità d’auto-protezione). Dagli animali i Monaci appresero i fondamentali atteggiamenti di lotta, rivolgendo l’attenzione principalmente alle tecniche di difesa e assimilandone il principio basilare: il loro desiderio di sopravvivere che li rende in grado di rispondere ad ogni possibile aggressione. L’infinita varietà di movimenti d’attacco e difesa ha reso gli stili zoomorfici di Shaolin il kung-fu d’imitazione più famoso che ha influenzato le scuole di tutta la Cina e da cui si distingue per aver raggiunto i poteri arcani degli animali che imita. Tra gli stili zoomorfici ricordiamo quelli: -del leopardo (Pao-quan), -della tigre (Hu-quan), -del serpente (She-quan), -della gru (He-quan), -del drago (Long-quan), -dell’aquila (yin-quan), -della mantide religiosa (Tang-lang-quan), -della scimmia (Hou-quan), -del cane (Cou-quan), -dell’orso (Xiong-quan), -dell’anitra (Ya-quan), -del gallo (Gong-Ji-quan), -del rospo (Lai-ha-ma-quan), -della formica (Ma-yi-quan), -della gallina ((Mu-ji-quan), -del cavallo (Ma-quan), -dello scorpione (Xie-zi-quan), -del gatto (Mao-quan), -della cicala (Zhi-liao-quan), -del cigno (Tian’è-quan), ecc. Ogni stile, dunque, sfrutta le capacità di difesa specifiche dell’animale di riferimento. Ad esempio il Cou-xing-quan ,o “stile del cane”, s’ispira al modo nel quale i cani attaccano la parte inferiore del corpo. È una tecnica particolarmente adatta a chi non è molto alto. Lo Yin-zhuang-quan lo “stile dell’artiglio dell’aquila”, imita la fierezza di un’aquila e la sua forza di predatrice. L’Hou-xing-quan, o “stile della scimmia”, s’ispira all’agilità della scimmia ed è caratterizzato dai numerosi mutamenti e dall’ingegnosa difesa utilizzata come mezzo d’attacco. Il tang-lang-quan o “stile della mantide religiosa”, mostra l’aggressività e la grazia esplosiva della mantide. La bravura del discepolo dipende dalla fedeltà con la quale è capace di riprodurre le posture e le movenze degli animali imitati, e di assumerne lo spirito. E’ molto importante la somiglianza dell'aspetto espressivo del volto e dei movimenti, fondendo mente e corpo con l'animale che si rappresenta. In altre parole, quando il Monaco guerriero imita il drago, pensa di essere un vero drago e quando pratica lo stile della tigre, immagina di essere una vera tigre. Wu-Xin-Quan: gli Stili dei Cinque Animali “Gli stili dei cinque animali sviluppano in pari tempo le facoltà interne (spirito e forza) e quelle esterne (l’arte del combattimento).” L’antica tradizione Shaolin ha tramandato il Wu-xin-quan, la tecnica di combattimento che imita cinque animali: 1) il leopardo, 2) la tigre, 3) la gru, 4) il serpente, 5) il drago. Lo stile di ogni animale suscita nel corpo del praticante, lo sviluppo di una qualità o “essenza” specifica. Gli stili dei cinque animali sviluppano “cinque essenze” e vengono insegnati dai Maestri del Tempio secondo un ordine prestabilito. S’inizia con lo stile del leopardo, per sviluppare una perfetta efficienza fisica; poi la tigre, che accresce la potenza e l’aggressività. In seguito lo stile del serpente, che dà inizio al processo di interiorizzazione, poi lo stile della gru, per consolidare la presa di coscienza degli assi centrali dell’essere, ed infine lo stile del drago completa lo sviluppo interiore. Per raggiungere la Maestria nei cinque stili è necessario sottoporsi volontariamente ad un costante addestramento personale, armandosi dei tre tesori spirituali: l’entusiasmo, la pazienza e la fiducia. Quando l’essenza di questi stili sarà completamente assimilata, il corpo diventerà coordinato come un leopardo, resistente come una tigre, rapido come un serpente, stabile come una gru e preciso come un drago. Inoltre il Monaco disporrà di un grande coraggio. La metodologia d’insegnamento prevede che prima si imparino le posizioni e i movimenti fondamentali che servono soprattutto per capire lo spirito dell'animale, espresso in seguito nelle forme, attraverso una vera e propria recitazione del praticante che interpreta la parte dell’animale imitato. Bao-Quan: lo Stile del Leopardo “Dal leopardo impariamo l’aggressività e la forza” Lo stile del leopardo si pratica per sviluppare la forza fisica (li). Sebbene il leopardo non sembri agile e feroce come la tigre, è capace di esprimere una forza maggiore perché possiede una struttura muscolare migliore di quella della tigre e una vita più morbida che gli permette di effettuare salti perfetti. Lo stile del leopardo è così aggressivo che le sue maniere possono vincere la volontà di combattere dell'avversario. Per praticare questo stile i movimenti devono essere rapidi. L’intero corpo deve essere permeato dalla forza fisica (li) che viene richiamata stringendo i pugni e respirando in modo deciso.Questo stile richiede così che i pugni siano tenuti stretti.Questa caratteristica della mano è tecnicamente chiamata shaolin bao-jin-quan, “il pugno del leopardo dorato”,mentre nel formare l’artiglio del leopardo shaolin bao-zhuang, le 5 dita sono mantenute rigide come fossero d’acciaio. Hu-Quan: lo Stile della Tigre “Dalla tigre impariamo la tenacia e la potenza” Lo stile della tigre rafforza ossa,cosce e vita. E’ un allenamento delle articolazioni che solidifica la struttura fisica, rendendola idonea alla difesa aggressiva. Le tecniche di questo stile insegnano allo studente la tensione dinamica, la respirazione e il coraggio perché sfruttano l’agilità e la forza della tigre ponendo l’accento su velocità e aggressività. La pratica di questo stile richiede di dominare tutto corpo con la forza fisica (li) che deve essere manifestata in ogni movimento. Alzandosi e abbassandosi il praticante deve esprime lo stile, spalancando gli occhi proprio come una tigre arrabbiata che salta fuori dalla giungla. Ad ideare l’imitazione di questa straordinaria manifestazione di potenza è stato il Signore Buddha stesso in una sua precedente apparizione. Per liberare l’universo dal fardello costituito dal demone invincibile Hiranyakasipu, il Signore assunse una forma Divina metà uomo e metà leone e con i suoi formidabili artigli distrusse il demone in una lotta memorabile. Nella Bhagavad-gita il Signore afferma: “mrganam ca mrgendro’ham” “Tra le bestie sono il leone”, il più potente e il più feroce degli animali. Come il leone, la tigre è un animale ferocissimo che non teme rivali;alla tigre piace la lotta perché quasi tutti gli eventuali avversari non possono competere con lei. E’ una perfetta macchina da guerra ideata dal Signore Supremo per non dare scampo alle sue prede. La sua formidabile agilità non trova ostacoli, è un’ottima nuotatrice, i suoi potenti muscoli e il suo peso la rendono invincibile, le sue zanne e i suoi artigli non lasciano sfuggire le sue vittime. She-Quan: lo Stile Del Serpente “Il serpente c’insegna l’abilità e la resistenza” Lo stile del serpente si pratica per sviluppare la forza interna, il Qi. Un proverbio Shaolin insegna: “La forza vitale pervade tutto il corpo come la luce del sole che illumina l’universo intero.” Così nel corpo del serpente, il Qi circola ovunque e ,sebbene al tatto sembri una spugna senza forza, improvvisamente può riempirsi d’energia grazie alla contrazione del Qi e diventare forte come il corpo del più potente degli eroi. L’”essenza” del serpente è caratterizzata dalla flessibilità e dalla resistenza ritmica. Perciò nella pratica bisogna rilassare il corpo e muovere la vita uniformemente. La respirazione deve essere calma e ritmica, morbida e silenziosa come il respiro del serpente. Il corpo del praticante deve muoversi in modo imprevedibile e indefinito, morbido ma anche forte, flessibile eppure saldo. L’indice e il medio della mano vanno usati come la lingua di un serpente. Sebbene i movimenti dello stile del serpente siano morbidi, le sue tecniche sono micidiali, proprio come il serpente che esternamente è morbido, ma dentro c’è il veleno. I Testi Canonici di Shaolin spiegano: “Per terrorizzare un avversario si deve usare lo stile del serpente, che colpisce i suoi punti deboli con attacchi perfidi,” eppure sostengono anche, che non è facile utilizzare questo stile in combattimento: “Nel praticare lo stile del serpente devi sentire che lo puoi padroneggiare, anche se in realtà non lo hai ancora ottenuto. Ma una volta che riesci ad usarlo, ne diventi Maestro.” He-Quan: lo Stile della Gru “Dalla gru bianca impariamo la grazia e l’autocontrollo” Lo stile della gru si pratica per sviluppare l’abilità e il Qi. I Testi vedici affermano: “Il saggio deve controllare tutti i sensi e rimanere immobile come la gru e compiere ciò che si è prefisso nel momento, nel luogo e nella circostanza favorevole.” L’“essenza” della gru è dunque la stabilità, espressa attraverso la grazia e l’autocontrollo. Il fattore più importante nello stile della gru sono le gambe e il suo spirito dipende dal silenzio. Lavorando sull’equilibrio e la stabilità delle gambe, lo stile della gru rafforza il sistema nervoso, perché come afferma un proverbio Shaolin: “La radice dei nervi si trova nei piedi.” Questo stile è particolarmente adatto per chi non è molto veloce nè troppo lento. Esso richiede l’interiorizzazione della mente e il rilassamento delle braccia, fattori che permettono la libera circolazione del Qi. In questo modo la mente e le mani saranno perfettamente coordinate. Dopo molto tempo che pratica l’interiorizzazione della mente, il Monaco dovrebbe sentire che la sua immaginazione viene trasportata nel passato. Nello stile della gru le spalle devono sempre essere rilassate, le mani e i piedi in armonia. Di fronte all’avversario si deve restare tranquilli, con la mente priva di pensieri negativi. Lo stile della gru bianca sviluppa la potenza a frusta, le tattiche evasive, i movimenti dell’anca, la calma e l’equilibrio psicofisico. La mano dello studente deve atteggiarsi al becco, alla zampa e alle ali della gru. Il becco della gru riduce la superficie d’impatto concentrando la forza impressa in un punto preciso. Si utilizza il becco della gru per colpire i centri nervosi, gli occhi e la trachea dell’avversario. La zampa della gru è usata per parare gli attacchi e per colpire i genitali, lo sterno, il mento, il viso dell’avversario. Long-Quan: lo Stile Del Drago “Dal drago impariamo a cavalcare il vento” Lo stile del drago si pratica per rinvigorire lo spirito. In questo stile, che si basa su attacchi preventivi, non c’è bisogno di usare la forza fisica (li); i movimenti devono essere fluidi e veloci e si deve mantenere il Qi nel dan-tian. Si devono tenere le spalle equilibrate e i “cinque centri” (il cuore, le due palme, e le piante dei piedi) come se fossero un’unica cosa. “Il Monaco deve ascoltare il Qi che entra lentamente nell’addome e circola nel corpo. Il Qi e il corpo sono rilassati ma i 5 cuori (i cuori delle mani, delle gambe e il cuore centrale) sono connessi. Proprio come il Divino Drago del vento (anantadeva) aleggia nell’aria, pronto a difendersi in qualsiasi direzione.” Chi diventa esperto in questi cinque stili avrà un corpo forte e membra inamovibili. Inoltre i suoi occhi saranno molto vivaci e possiederà un grande coraggio sia mentale che spirituale. Il Monaco guerriero, armato di questi cinque stili, con poca forza può sconfiggere tutti i suoi avversari. Coloro che desiderano diventare esperti nello Shaolin kung-fu devono imparare questi stili sebbene siano difficili da apprendere. Non bisogna sottovalutarli, abbandonandoli prima ancora di aver finito di studiarli. III KONG: IL KUNG-FU INTERNO Il misterioso Qi-Gong “L’idea che i limiti del corpo siano i nostri limiti, è limitante” La conoscenza più profonda e il potere più misterioso del kung-fu di Shaolin si chiama Qi-gong (lett.“l’arte della respirazione”). Il Qi-gong è un esercizio interno molto rispettato e solidamente radicato negli insegnamenti dei Maestri Shaolin. Attraverso sequenze di movimenti sistematici coordinati alla respirazione, il Qi-gong raccoglie, concentra e utilizza l’energia cosmica chiamata Qi. I Maestri Shaolin insegnano: “Possiamo rafforzare il nostro Qi prendendo l’energia dalla terra dal cielo e dall’aria. Concentrando quest’energia in qualsiasi punto del corpo, possiamo fortificare la nostra resistenza e non percepire più alcun dolore.” Le dinamiche esclusive del Qi-gong esplorano le potenzialità del corpo e della mente umana che ,governate dalla saggezza spirituale, conferiscono ai Monaci Shaolin facoltà eccezionali, ritenute incredibili dala gente comune. È scritto nel “Libro dei Maestri”: “Un Monaco Shaolin può abbattere le mura, se lo guardate sarà invisibile, se state in ascolto non lo sentirete, se lo cercate non lo troverete, perché se vuole può non essere visto, se vuole può non essere sentito e può non essere trovato”. E ancora: “Un Monaco Shaolin non può essere impiccato e non può essere trafitto con spade o lance. Le sue dita, dure come chiodi d’acciaio, possono perforare il tronco di un albero e le sue mani possono impugnare ,incolumi, una catena incandescente. La sua testa, le sue mani e i suoi piedi possono frantumare con un colpo una lastra di granito; i bastoni si spezzano colpendo il suo corpo perché ha acquisito un fisico invulnerabile”. È una realtà che, usato correttamente, il Qi può rendere qualsiasi parte del corpo dura come l’acciaio. I Maestri affermano: “Non importa quale arma si usi, il nostro corpo può resisterle tutte”. Per ottenere l’unificazione delle forze umane interne ed esterne, a Shaolin, il Qi-gong e il kung-fu sono congiunti. I Monaci Shaolin che si consacrano al Qi-gong, sono quelli del grado più elevato: in effetti a Shaolin si pensa che chi non pratica il Qi-gong, non potrà mai raggiungere un alto grado nel kung-fu, come dice il proverbio: “Praticare kung-fu senza praticare Qi-gong equivale a non praticare alcun kung-fu”. A quanto pare, per lo sviluppo di un alto livello di kung-fu, questi esercizi così lenti sono più importanti delle spettacolari acrobazie tanto apprezzate dall’occidentale medio. Per ottenere risultati perfetti nel kung-fu è fondamentale l’uso del Qi, che deve essere accumulato lentamente e gradualmente. Prima di ogni esercizio di kung-fu si deve eseguire una serie di movimenti che concatenati formano una pratica di concentrazione e mobilitazione del Qi: “Prima di colpire con un piede o una mano, concentrati sul Qi che si muove insieme al sangue ed è la base della forza e del coraggio.” Questi esercizi di Qi-gong possiedono una sequenza esatta di movimenti per ogni caso; così è detto: “Prima di attaccare immagazzinate il Qi come quando si tende un arco e pronunciate a bocca chiusa il suono Hun. Quando attaccate rilasciate il Qi come quando si scocca una freccia e pronunciate ridendo il suono Ha.” E ancora: “Come l’inspirazione può naturalmente sollevare e sradicare l’avversario, così l’espirazione può naturalmente affondare e scaricare su di lui (fa-fang)”. La respirazione quindi si accorda ad ognuno dei movimenti d’apertura e di chiusura del corpo: s’inspira aprendo e si espira chiudendo. Oltre a sviluppare una straordinaria potenza e resistenza dell’organismo umano, col potere del Qi, è possibile influenzare anche gli oggetti fisici, trasformandoli in potenti armi. I Maestri Shaolin insegnano: “L’energia del tuo corpo, il tuo Qi, la puoi trasmettere anche ad un oggetto. Devi porre tutta la tua concentrazione e la tua forza nell’oggetto. Se ci riesci nulla resisterà alla tua energia e sarai in grado di perforare un vetro perfino con un ago.” L’intelligenza umana ha il dovere d’indagare sul potere sconosciuto che permette ad un Monaco Shaolin, di realizzare questi miracoli. Il lato oscuro del potere “Non si diventa Monaci per cercare la fama” Intorno al Qi-gong, purtroppo, si aggirano tanti truffatori ed esibizionisti travestiti da Maestri. Quando lo scopo della pratica del Qi-gong è il desiderio di vantarsi di fronte agli altri delle proprie abilità, per essere onorati come “dei”, cadendo nell’esibizionismo o, peggio ancora, nella prepotenza verso gli altri, l’utilizzo del Qi-gong diventa qualcosa di perfido. Non si deve credere che soltanto gli asceti siano in grado di acquisire i poteri mistici: la storia c’insegna che anche persone dalla mentalità demoniaca possedevano poteri sovraumani. La differenza consiste nel fatto che gli ottembrati desiderano controllare l’energia per scopi egoistici e distruttivi, mentre gli illuminati sono coscienti che l’energia possiede una sorgente: l’“Energetico” e usano il potere ricevuto in unità d’intenti con Lui. “I materialisti venerano solo la potenza, gli spiritualisti adorano il Potente insieme alla sua potenza.” La vera manifestazione della potenza di un Monaco-guerriero non consiste nell’ostentazione del suo potere limitato ma nell’imperturbabilità che ottiene dipendendo dal Supremo Potente. L'acquisizione di poteri straordinari non è il fine del Qi-gong ma un sottoprodotto della sua pratica e, come indicano le Scritture yogiche, “Non c’è perfezione per chi ricerca i sottoprodotti dello yoga” . Qi-gong non significa tentare di estorcere del potere a Dio e usarlo poi per compiere atti “miracolosi” allo scopo di ricevere gli onori che spettano a Lui, bensì significa sviluppare una profonda conoscenza interiore che permette di entrare in armonia con le forze fondamentali dell’universo e con il loro Creatore. Chi è motivato dalla nevrosi egocentrica di credersi al centro dell’universo non ottiene salute e pace mentale dal Qi-gong ma la psicopatia del culto di se stesso, assetato degli applausi di sciocchi creduloni. Si deve sapere però che in accordo alla teoria del Qi-gong o legge del karma: “Ognuno raccoglie ciò che ha seminato” . Il bene fatto agli altri ritornerà al suo autore e la stessa regola si applica ad ogni cattiva azione commessa. Così se le intenzioni di un praticante di Qi-gong sono egocentriche, con la sua pratica svilupperà soltanto energia negativa e nessun Maestro ne sarà responsabile. Comunque le leggi di natura sono così intransigenti che nel corso del tempo privano del potere colui che ne ha abusato, come dice il proverbio: “Ciò che prendi dovrai restituirlo. Nulla ti appartiene.” In ogni caso è permesso esibire il proprio controllo mistico solo all’interno dei confini delle leggi di Dio e perfino un grande asceta, se trasgredisce queste leggi attraverso l’esercizio delle sue cosiddette opulenze mistiche, sarà severamente punito. Dice il saggio: “Quel che è alto verrà abbassato, quel che è basso verrà innalzato, quello che eccede verrà ridotto, quel che difetta verrà accresciuto. Per questo il saggio opera ma nulla si aspetta, compiuta l’opera non rimane, non vuole mostrare di eccellere.” Il Monaco mostra una naturale riluttanza ad esibire la sua fortuna, come affermava Chuang-tzu: “L’uomo perfetto non lascia traccia delle sue attività” e se per necessità deve utilizzare i suoi poteri per il servizio al suo Maestro e al Signore, non se ne compiace perché è sempre cosciente che ogni potere è preso a prestito dal Supremo Potente. Il saggio possiede dunque una naturale umiltà monastica (vinaya), perciò non cerca la gloria: “Non da sè s’approva perciò risplende, non da sè si gloria perciò ha merito, non da sè si esalta perciò a lungo dura.” I Maestri Shaolin insegnano: “Ricordati sempre che la vita di un Monaco Shaolin è semplice e libera da ambizioni. Cammina a testa alta ma senza superbia e sii umile come la polvere.” Shaolin-Rou-Quan: Il Pugno morbido di Shaolin “Lo Shaolin Rou-quan dona la morbidezza di un bambino, la salute di un pesce e la serenità di un saggio. Questi semplici movimenti controllati rivelano un mondo di bellezza e serenità che può muovere al pianto un fanciullo.” Lo Shaolin Rou-quan, il pugno morbido di Shaolin, l’antenato di tutti gli stili interni di arte marziale cinese, è basato sul principio del “dinamismo fondamentale” che anima il mondo fenomenico, rappresentato dal continuo mutamento delle polarità yin e yang. Esso sviluppa le polarità di sostanzialità e insostanzialità, di apertura e chiusura, che regolano automaticamente il respiro armonizzandolo col ritmo del movimento corporeo. Il corretto uso della respirazione favorisce il libero circolare del Qi nel corpo, concedendo ai Monaci guerrieri salute e buona forma fisica. Il requisito fondamentale per poter realizzare lo Shaolin Rou-quan in modo profondo è dunque la comprensione e l’applicazione pratica di questo principio originale. La vera acquisizione dell’arte ,infatti, non si limita soltanto alla padronanza delle forme esterne ma consiste soprattutto nell’assimilare i principi della filosofia. Per raggiungere la perfezione, è necessario trovare l’armonia tra corpo e mente e lo Shaolin Rou-quan contiene tutti gli elementi necessari per raggiungere questo scopo. I suoi movimenti fisiologicamente ergonomici, perfetti ed essenziali, eliminano le resistenze psicologiche e i blocchi energetici, rendendo la struttura fisica leggera, agile e forte. La distribuzione del peso nello Shaolin Rou-quan deve essere fluida, dinamica e interattiva rispetto allo stimolo esterno. "Sostanziale e insostanziale devono essere chiaramente distinti; ogni parte del corpo ha un aspetto sostanziale e uno insostanziale”. Si tratta di definizioni relative, poiché una cosa è piena o vuota in relazione a un’altra e contiene in sè il pieno e il vuoto, perciò nessuna parte del corpo può essere esclusivamente piena o vuota. Dunque una gamba è definita piena perché sostiene la maggior parte del peso corporeo però contiene anche il vuoto che le dà morbidezza, così come la gamba definita vuota contiene anche il pieno che le dà sensibilità, elasticità e forza. “Quando il lato sinistro riceve una pressione diventa insostanziale, quando vi è pressione sul lato destro questo diventa insostanziale. Quando la parte superiore destra del corpo è sostanziale, la parte inferiore destra è insostanziale. Questo si chiama il principio dell’allineamento incrociato.” Ciò che conta è che il corpo risponda prontamente agli stimoli esterni: i Testi Canonici affermano: “Nemmeno una piuma vi si può posare senza che esso si metta in movimento”. Uno dei principali obiettivi dello Shaolin Rou-quan è lo sviluppo di un atteggiamento psicofisico che generi il jin, la “forza interna,” una forza elastica globale espressa come una pulsazione continua ed esteriorizzata attraverso il flusso del Qi che, a sua volta , è guidato dalla mente (yi). Il jin dunque è qualcosa di più di un fatto fisico : infatti, il carattere cinese jin esprime anche i significati di vigore psichico, entusiasmo, “ voglia di fare qualcosa”. Il jin è antitetico al li, la contrazione e al rilascio muscolare. Il jin duro non può essere totalmente utilizzato, perché metà rimane nel corpo sotto forma di tensione muscolare ,mentre quando si usa il jin rilassato è come lanciare una pietra per cui la sua forza è totalmente usata. I Maestri dicono che il jin genera il suo potere dai tendini piuttosto che dai muscoli. Il jin si sviluppa attraverso cambiamenti circolari mentre le flessioni del li seguono linee rette. Nello Shaolin Rou-quan il movimento veloce, o scatto di potenza (fa-jin), è l’espressione piena della forza interna ed è il risultato del rilassamento muscolare che permette al Qi di affondare naturalmente nel dan-tian, condizione che non si può ragguingere usando la forza muscolare perché, anche se le posizioni esterne possono apparire accettabili, manca lo sviluppo dell’aspetto interiore dell’arte. Un proverbio Shaolin stimola la visione profonda del praticante insegnando che il movimento fisico visibile dipende dall’energia interna invisibile: “Il Qi muove il sangue, il sangue muove i muscoli, i muscoli muovono i tendini e i tendini muovono le ossa”. La forza interna elastica jin è il risultato di una pratica di raffinazione del li ( forza muscolare), l’energia naturale che si ottiene fin dalla nascita. Il li è paragonato al ferro grezzo; dopo la pratica diventa jin, una qualità dinamica, come il ferro rifinito diventato acciaio. Nonostante il fatto che il jin sia diretto e orientato dal flusso mente-energia (yi-Qi) , esso è una sorta di “sesto senso” fisico con numerose specializzazioni che si sviluppa gradualmente con la pratica e nel quale sono presenti componenti più passive (yin) come l’ascolto, ed altre più attive (yang) come l’esplosione verso l’esterno (fa-jin) e altre ancora in cui yin e yang sono mescolati in modo uguale. Potremmo definirlo un “corpo marziale” che si sviluppa a partire dal nostro corpo ordinario ed è dotato, come quest’ultimo, di organi e funzioni. La forza interna richiede un atteggiamento psicologico di espansione e apertura verso il mondo, fondato sulla sicurezza che nasce da un’armoniosa centratura della persona: “Il corpo deve essere eretto stabile e comodo,” perciò il Monaco guerriero deve seguire i dieci principi fondamentali del kung-fu interno che sono: 1) Essere vuoti e agili, tenendo la testa ben dritta. 2) Tirare leggermente in dentro il petto e tendere la schiena mantenendo il coccige nell’asse. 3) Rilassare la vita concentrando il Qi nel dan-tian. 4) Distinguere il “pieno” e il “vuoto”. 5) Abbassare le spalle e lasciar cadere i gomiti. 6) Usare la forza creatrice e non la forza muscolare. 7) Collegare l’alto e il basso. 8) Unire l’interno con l’esterno. 9) Legare i movimenti senza interruzione. 10) Cercare la calma in seno al movimento. Il kung-fu interno include inoltre: - la “Boxe dell’intenzione” (Yi-quan), -delle “Sette stelle” (Qi-xing-quan), -la “Boxe della mente” (Si-xiang-quan), e - il “Kung-fu del fanciullo” (Tong-zi-gong). Questi esercizi si eseguono con grazia e autocontrollo, morbidezza e continuità, al fine di armonizzare corpo,mente e spirito con l’Universo. ARMONIA TRA ESTERNO E INTERNO “Soltanto colui che è in armonia con se stesso sarà in armonia anche con l’esterno.” La dicotomia dell’addestramento nello Shaolin kung-fu consiste da un lato nel raffinare il Qi che circola all’interno del corpo umano e dall’altro nel temprare i muscoli, i tendini, le ossa e la pelle che ne costituiscono la parte esteriore. “Raffinare il Qi” significa fondamentalmente rimuovere tutti gli impedimenti del suo flusso presenti nel sistema dei meridiani e, per “temprare l’esterno del corpo umano”, s’intende principalmente attivare tutte le articolazioni del corpo umano. Allo scopo di rinvigorire il suo fisico, un praticante di Shaolin kung-fu deve anche dedicarsi alla regolazione del respiro. Gli esercizi respiratori mirano ad intensificare l’impatto potenziato del Qi che apre di forza tutti i punti chiave ostruiti o parzialmente ostruiti, così che il Qi dei meridiani possa passare liberamente attraverso questi punti energetici. “Le caratteristiche del kung-fu interno si basano sulla ricerca dell'unione tra “concentrazione della mente” (yi), “cuore” (xin) e “energia” (Qi) per generare la “forza” (jing).” D’altra parte il praticante deve eseguire fedelmente tutti i modelli stilizzati di addestramento (tao-lu) del kung-fu esterno. Le caratteristiche "esterne" e "interne " si devono collegare, poiché lo Shaolin Kung-Fu è una combinazione di "esterno" e "interno". Questo addestramento è finalizzato a tonificare i muscoli, i tendini, le ossa e la pelle. Lo scopo di un praticante di Shaolin Kung-fu è quello di regolare il flusso di sangue e quello del Qi per armonizzare il movimento di tutte le articolazioni maggiori e minori nel suo corpo. Un addestramento armonico rinforza organi e visceri, irrobustisce i muscoli e tendini, previene gli ostacoli al flusso di Qi e del sangue, migliora l’efficacia dei sistemi metabolico e antipatogeno e permette una distribuzione più uniforme dei fluidi del corpo. Tutti questi fattori combinati contribuiscono alla formazione di una costituzione forte e vigorosa. I Maestri Shaolin concludono questo argomento con un insegnamento spirituale: “Quando una persona raggiunge l’illuminazione, cioè si libera da ogni desiderio materiale e da tutte le qualità materiali, supera la distinzione tra le azioni esterne e le azioni interne e in quel momento la differenza tra il sè individuale e il Sè universale, preesistente all’illuminazione, è annullata proprio come quando il sogno finisce: la distinzione tra il sogno e colui che sogna non esiste più.” E’ evidente che lo Shaolin Kung-fu pone l’accento sia sul combattimento fisico, sia sulla concentrazione mentale, sia sulla realizzazione spirituale. Questa equilibrata disciplina psicofisica e spirituale fa di Shaolin la scuola di Arti Marziali più importante della Cina. CAPITOLO 5 IL PROGRAMMA TECNICO SHAOLIN “Disciplina il corpo ragazzo e conoscerai la tua persona ” Il programma tecnico del kung-fu di Shaolin comprende una preparazione di base che mira al miglioramento della flessibilità di spalle e braccia, vita e gambe; l’impostazione stilistica fondamentale di mani, piedi e gambe durante l’esecuzione di tecniche d’equilibrio, salto, caduta e rotolamento; lo studio delle forme (tao-lu) preliminari e le dieci famose forme a mani nude del Tempio Shaolin. E’ praticamente impossibile descrivere in un solo libro tutto il programma del Monastero, perciò ci limitiamo a descrivere, in una serie di volumi, il programma ufficiale codificato, presentato in Italia dal Monaco Shi-De-Cheng. In accordo a questo programma, si studiano i fondamentali dello stile come -le posizioni base (bu-xing), -le tecniche di pugno (quan-fa), -di palmo (zhang-fa), -di parata (shou-fa), -di gomito (zhou-fa), -di gamba (tui-fa), -gli esercizi fondamentali (ji-ben-gong), -esercizi di rafforzamento (kang-ji-gong) -i Tao-lu di stile tradizionale e d’imitazione, con e senza armi, insieme alle loro applicazioni (fang-fa). I gradi di sviluppo sono contraddistinti da divise (sha) e cinture tradizionali (pan) di colori differenti: Divisa grigia: 1. Cintura gialla (fondamentali dello stile a mani nude) 2. Cintura rossa (fondamentali degli stili imitativi e del bastone) 3. Cintura nera (studio sequenze basilari e fondamentali di sciabola) Divisa marrone: 1. Cintura gialla (tecniche di media difficoltà e di rafforzamento) 2. Cintura rossa (studio delle sequenze tradizionali e acrobatiche) 3. Cintura nera (studio stili imitativi e dei fondamentali di spada) Divisa arancione: 1. Cintura gialla (studio delle sequenze tradizionali di grado elevato) 2. Cintura rossa (fondamentali della lancia e del combattimento) 3. Cintura nera (fondamentali alabarda e di altre armi tradizionali). Lo sviluppo di questo programma richiede anni di studio sotto l’indispensabile guida attenta di un vero Maestro Shaolin che verifichi la qualità della tecnica e la purezza dello stile in modo che nulla venga tolto o aggiunto alla millenaria tradizione tramandata così com’è di generazione in generazione. Il saluto tradizionale Shaolin Un Monaco Shaolin si riconosce dalla sua umiltà (vinaya) e ,fin dall’inizio del suo rapporto di apprendimento, lo studente deve imparare a mostrare il proprio rispetto ai superiori del Tempio se desidera attrarre le loro benedizioni su di sè. L’arroganza e la presunzione non sono una buona tattica per guadagnarsi la stima dei propri Maestri. Chi non impara ad essere umile non è qualificato a ricevere nessun tipo di insegnamento, tanto meno quello marziale. La disciplina per essere appresa necessita dell’umiltà e chi non è pronto a mostrarla viene espulso dal Monastero. Una persona diventa umile quando sente di avere un assoluto bisogno della conoscenza del suo Maestro e si dispone come un recipiente vuoto davanti a lui, pronto per essere riempito. Invece chi è pieno di sé e gonfio di orgoglio è come un recipiente che non può essere riempito perché è già pieno. Il saluto del Tempio Shaolin “sli” si fonda sui principi metafisici dell’Ordine spirituale del Buddhismo Chan: esternamente è composto dalle mani giunte in pregniera all'altezza del cuore a piedi uniti, accompagnate da un inchino della testa. Nel caso in cui il saluto è rivolto all’altare il Monaco si deve accovacciare sul pavimento in ginocchio appoggiando le palme delle mani e la testa sul terreno. Questo sistema è chiamato Pancanga-pranama che significa offrire gli omaggi con cinque parti del corpo: le ginocchia, le braccia, la testa, l’intelligenza, e le parole. Subito dopo si devono girare le palme delle mani verso l’alto come richiesta di benedizioni al Signore e poi ci si rialza. Questo omaggio va ripetuto tre volte. Quando invece il saluto è offerto al Maestro, il Monaco si inchinerà abbassando la testa e il busto il più possibile per rinnovare la sua sottomissione ai superiori del Tempio da lui rappresentati. Quando questo saluto è rivolto ad un avversario, l’inchino del busto sarà appena accennato e si volgerà lo sguardo verso le mani giunte solo per un attimo per poi riporlo sull’avversario in modo che gli occhi non perdano di vista la situazione.Nel caso del saluto offerto all’avversario, il significato spirituale è quello di mostrare il nostro rispetto prima al Signore presente nel cuore di ognuno compreso l’avversario, al proprio Maestro che ha trasformato le nostre mani ora giunte di fronte al cuore in uno strumento di difesa e infine rappresenta un segno di rispetto nei confronti dell’avversario invitandolo anche a desistere dal suo scopo violento e a mantenere la calma per amore alla vita. In tutti casi l’atteggiamento del corpo viene accompagnato dalla recitazione lenta e ad alta voce del chou (mantra) O-Mi-To-Fo.Le mani giunte sul cuore aiutano il Monaco al raccoglimento interiore e a prendere coscienza dell’asse centrale del corpo concentrando tutto il proprio Qi nella zona del Dan-tian. In circostanze particolari, come quando impugnamo un’arma, il saluto può essere offerto anche con una mano sola, generalmente la sinistra, in onore del secondo patriarca Hui-K’e che per dimostrare la sua fedeltà a Bodhidharma, il suo Maestro si tagliò un braccio. Questo saluto prima del combattimento è seguito dalla posizione di partenza (yu-bei-shou) rappresentata in modo generico dalla disposizione delle gambe alla larghezza delle spalle (kai-li-bu) e dal portare le mani di fronte all’addome, battendo il dorso della destra sotto il palmo della sinistra. Girando poi le palme delle mani verso il cielo, il Monaco mette in evidenza le braccia per mostrare all’aggressore i simboli Shaolin incisi sugli avambracci: il Drago e la Tigre. Infine le mani vengono chiuse in pugno e portate ai fianchi all’altezza delle anche. Secondo i Maestri Shaolin, Buddha in una precedente manifestazione di guerriero (Krishna), prima di combattere usava stringersi la cintura ai fianchi: questo movimento aiuta maggiormente il Monaco a fissare il Qi nel Dan-tian. Il saluto rappresenta rispetto, cortesia e non l’opposizione alla forza. Tuttavia esso cela anche un’applicazione marziale chiamata “la stretta di Buddha”.
18 FONDAMENTALI
I DIECI PIU` STIMATI TAO-LU
18 ARMI CLASICHE DI SHAOLIN
STILI DEGLI ANIMALI

- SHAOLIN AUTENTICO
- SHAOLIN KUNG-FU
- DIFESA PERSONALE
- TAI-JI-QUAN
- YOGA
- QI-GONG